La scuola di Sofia: «Siamo scioccati»

L'istituto ha attivato misure di supporto per il personale, gli studenti e le famiglie.
CASTEL SAN PIETRO / FINO MORNASCO - Una comunità scolastica colpita al cuore dal dramma di Crans-Montana.
Sofia Prosperi, la quindicenne italiana residente in Ticino che ha perso la vita nel rogo di Capodanno, studiava all’International School di Fino Mornasco, comune della provincia di Como (l'istituto è frequentato da diversi giovani ticinesi).
Il post sui social - «Siamo sconvolti e profondamente addolorati per questa tragedia - scrive l’istituto in un post sui social - I nostri pensieri sono rivolti alle famiglie, agli amici e a tutte le persone coinvolte in questo momento di enorme difficoltà. Stiamo facendo tutto il possibile per sostenere la nostra comunità».
«Non condivideremo ulteriori dettagli» - Altri tre studenti della scuola si trovavano all’interno del bar Le Constellation. Uno di loro, un quindicenne, è ricoverato all’ospedale Niguarda. Altri due compagni, invece, sono usciti illesi. A La Provincia, l’istituto ha precisato che «per rispetto delle persone coinvolte, non condivideremo ulteriori dettagli in questa fase».
Le misure attivate - Inoltre, ha sottolineato d’aver attivato misure di supporto. È attiva la collaborazione con un gruppo di psicologi, psicoterapeuti ed esperti in traumi «che offriranno supporto al personale, agli studenti e alle famiglie di tutta la nostra comunità»
Il funerale - Si terranno mercoledì 7 gennaio alle ore 14:30 nella Cattedrale di San Lorenzo a Lugano i funerali di Sofia. Il rito funebre sarà officiato dal vescovo Alain de Raemy.
L’invito al rispetto della privacy - La famiglia ha chiesto che «nel periodo che precederà le esequie di Sofia e durante la celebrazione delle esequie stesse, non vi siano pressioni, contatti insistenti, riprese o presenze intrusive, né presso i luoghi di raccoglimento privato né presso la sede delle celebrazioni, o in qualsiasi luogo in cui siamo o saremo presenti. Intendiamo celebrare le esequie di Sofia senza clamori e in forma riservata, nella sola cerchia di familiari e amici, con l’unico intento di mettere al centro il suo ricordo, in un clima di rispetto e intimità, possibilmente al riparo dalla vasta copertura mediatica che ha sinora contraddistinto le giornate successive alla tragedia. Confidiamo nella sensibilità e nel senso di responsabilità di tutti i media, affinché vengano rispettati il dolore e la sfera privata della nostra famiglia e delle persone a noi vicine».



