Salario minimo, ecco la bozza dell'accordo

Il testo sarà ora esaminato dai partiti e soprattutto dal Partito Socialista, chiamato a decidere nei prossimi giorni se sostenere l’intesa – ritirando l’iniziativa – oppure mantenere la via del voto popolare.
BELLINZONA - Più che un accordo vero e proprio possiamo parlare di una bozza di compromesso. Presentata in Commissione della Gestione come possibile controprogetto all’iniziativa popolare socialista "Per un salario minimo sociale".
Il testo sarà ora esaminato dai partiti e soprattutto dal Partito Socialista, chiamato a decidere nei prossimi giorni se sostenere l’intesa – ritirando l’iniziativa – oppure mantenere la via del voto popolare.
Il cuore dell’accordo riguarda l’adeguamento progressivo della soglia salariale. Dagli attuali 20.50 franchi l’ora si passerebbe, in tre tappe, a una fascia compresa tra 21.75 e 22.25 franchi, con l’obiettivo dichiarato di raggiungere una media di 22 franchi orari, pari a circa 4.000 franchi mensili.
L’aumento scatterebbe dal 2027 con un primo ritocco di 50 centesimi (tra i 20.50 e i 21 franchi l'ora), seguito da ulteriori incrementi nel 2028 (tra 21 e 21.50 franchi) e nel 2029 (tra 21.75 e 22.25).
Solo dal 2030 la soglia verrebbe indicizzata all’inflazione: eventuali rincari sarebbero dunque riconosciuti da quel momento, mentre nelle fasi iniziali si è scelto di evitare l’adeguamento automatico per offrire maggiore stabilità alle imprese.
Un altro punto chiave riguarda il calcolo del minimo salariale. Oltre alla paga base, verrebbero conteggiati anche i benefit riconosciuti come salario secondo i criteri AVS, ossia quei vantaggi accessori che rappresentano un effettivo beneficio economico per il dipendente. Restano esclusi gli elementi facoltativi. La misura intende semplificare l’applicazione delle regole, tenendo conto di prassi già diffuse nei contratti collettivi.
Sul fronte dei contratti collettivi, dal 2030 prevarrà il salario minimo legale. È previsto però un periodo transitorio di tre anni per gli accordi già in vigore, che potranno adeguarsi gradualmente. Non sarà invece possibile stipulare nuovi contratti per beneficiare della deroga. Terminata la fase di transizione, il primato della soglia legale diventerà vincolante per tutti.
Infine, è inserita una clausola di salvaguardia: in presenza di perdite occupazionali significative e documentate legate all’applicazione del minimo, la Commissione tripartita potrà concedere un’ulteriore proroga temporanea, così da attenuare eventuali ripercussioni sul lavoro.



