«Le Constellation non è stato ispezionato dal 2020 al 2025»

È stato detto oggi durante la conferenza stampa delle autorità comunali. Il locale è stato sottoposto a revisione nel 2016, 2018 e 2019.
È stato detto oggi durante la conferenza stampa delle autorità comunali. Il locale è stato sottoposto a revisione nel 2016, 2018 e 2019.
CRANS-MONTANA - Da cinque anni, Le Constellation non veniva sottoposto a controlli. È stato detto oggi durante la conferenza stampa delle autorità comunali di Crans-Montana. Il locale è stato sottoposto a revisione nel 2016, 2018 e 2019.
«Abbiamo deciso di incaricare un ufficio esterno specializzato per effettuare un controllo rapido di tutti gli esercizi pubblici del paese, chiedendo il controllo del materiale, sebbene non sia previsto dalla legge. Ma non svolgerlo significherebbe venire meno all'obiettivo di rafforzare la sicurezza», ha spiegato Nicolas Féraud, sindaco di Crans-Montana. Inoltre, è stato disposto il divieto di utilizzo di dispositivi pirotecnici di qualsiasi tipo nei locali chiusi, su tutto il territorio comunale.
Nel rispondere alle domande dei giornalisti, il sindaco ha affermato che il comune «si assumerà tutte le responsabilità che i tribunali stabiliranno» e che non c'è «l'intenzione di dimettersi». Accanto a questo, ha manifestato la volontà del Comune di costituirsi parte civile: «Siamo vittime e coinvolti in questa tragedia».
Nessuna spiegazione sul perché siano mancati i controlli (che avrebbero dovuto essere annuali): «Ce ne scusiamo e rammarichiamo». Nel locale vi era un solo estintore. Il limite di capienza era di 100 persone per i locali al piano terra e di 100 persone per il seminterrato.
Oggi il Municipio ha pure presentato alla stampa gli elementi fattuali inoltrati sabato al Ministero pubblico, estratti da una ricerca negli archivi comunali degli ultimi sessant'anni. Questi comprendono le procedure amministrative relative all'apertura del bar nel 1967 e la sua trasformazione nel 2015, entrambe precedenti alla creazione del comune di Crans-Montana, avvenuta nel 2017.
Nello specifico i lavori del 2015 comprendevano l'allestimento di una veranda coperta, per il quale è stata regolarmente concessa la licenza edilizia, e dei lavori interni per i quali non erano necessarie autorizzazioni.
Secondo i responsabili comunali era presente un'uscita di sicurezza, ma non è chiaro se al momento del dramma fosse aperta o chiusa. Era pure disponibile un estintore, ritenuto sufficiente per un locale di quelle dimensioni, mentre non era obbligatoria l'installazione di un sistema d'allarme.
Svolto un test acustico - Lo scorso mese di settembre un ente esterno specializzato aveva condotto uno studio acustico e aveva confermato il rispetto delle norme antirumore, senza rilevare problemi.
Il sindaco ha accusato i gerenti di aver «agito con estrema negligenza, assumendosi dei rischi sconsiderati, esponendo al pericolo clienti e personale». Infatti già da anni venivano utilizzati oggetti pirotecnici all'interno del bar, senza però che il servizio di sicurezza del comune «fosse mai stato allertato della situazione».
Féraud ha escluso le dimissioni sue e dei suoi colleghi di Municipio: «Siamo stati eletti dalla popolazione e non abbandoneremo la nave nel mezzo della tempesta», ha osservato. Il sindaco ha inoltre negato qualsiasi legame personale tra le autorità comunali e i proprietari del ritrovo. Malgrado la domanda diretta di un giornalista italiano, Féraud si è rifiutato di porgere le scuse alle vittime a nome del comune.
Licenza revocata - Intanto il municipio ha deciso di revocare la licenza di esercizio a "La Petite Maison", secondo locale gestito dagli stessi titolari del Constellation. Lo ha riferito ieri sera la RTS sul suo sito, citando una lettera di ieri del Comune. «Il ritiro della licenza comporta la chiusura immediata» dell'esercizio, si legge nel documento. La decisione è stata presa «alla luce delle circostanze e al fine di garantire la sicurezza del pubblico». Il provvedimento può essere oggetto di ricorso.
Articolo in aggiornamento





