«Un rischio lasciarli in libertà, potrebbero fuggire»

Gli avvocati delle vittime si dicono scioccati per l'approccio della procura e delusi dal silenzio del Comune
CRANS-MONTANA - «Per me, è un rischio aver lasciato i gestori del Costellation, i coniugi Moretti, in libertà. Immaginate cosa succederebbe per le vittime se queste persone lasciassero la Svizzera e non si potesse avere il processo che è dovuto ai genitori e alle famiglie delle vittime». Così alla Rts Sébastien Fanti, avvocato di diverse vittime della tragedia di Capodanno a Crans-Montana.
Di tutta risposta la procuratrice generale del Canton Vallese, Béatrice Pilloud, ha confermato la propria posizione: «In questa fase, non ci sono indicazioni di un rischio di fuga, di collusione o recidiva. Ma la situazione viene valutata costantemente».
Romain Jordan, un altro legale che assiste diverse vittime, si dice «scioccato» che gli avvocati siano esclusi dalle audizioni. Pilloud, anche qui replica che è «nell'interesse della rapidità del procedimento e per evitare fughe di notizie dato il carattere mediatico del dossier».
Per Alain Macaluso, avvocato e direttore del centro di diritto penale dell'Università di Losanna, questa modalità di condurre le indagini «è contraria al codice di procedura penale» e «molto probabilmente sono audizioni che dovranno essere completamente rifatte a causa di questo».
Dopo la diffusione di un video del Capodanno 2020, da cui emergerebbe che il personale del locale già conosceva il rischio di incendio legato al materiale fonoassorbente infiammabile dei soffitti del Constellation a contatto con le candele pirotecniche, per Macaluso si pone la questione della qualificazione giuridica. «Si parla potenzialmente - dice alla tv svizzera - di omicidio con dolo eventuale» e «si parla potenzialmente di lesioni personali gravi, intenzionali, con dolo eventuale».
«Nessuna intenzione di sfuggire alle nostre responsabilità» - «Devastati» dopo la tragedia, dal canto loro i gestori del bar di Crans-Montana hanno assicurato in una nota di martedì di non avere intenzione di «sfuggire» alle loro responsabilità e di stare collaborando con gli inquirenti.
Le famiglie chiedono scuse e risposte - Mentre Crans-Montana ha riconosciuto martedì una significativa lacuna nelle ispezioni antincendio al bar Le Constellation, Romain Jordan, che rappresenta le famiglie di diverse vittime, ritiene che le spiegazioni del Comune siano insufficienti. Si aspettava più comprensione, come ha spiegato oggi alla radio La Matinale. «Sono deluso dal non aver ricevuto delle scuse. Penso che sarebbero state appropriate e, soprattutto, avrebbero fatto molto bene alle famiglie (...) Le famiglie vogliono che tutti i responsabili vengano indagati subito. Tutti i genitori con cui parlo al telefono mi dicono la stessa cosa: "Assicuratevi che questo non accada di nuovo"», ha detto.
Giornalisti travestiti da medici - Contemporaneamente prosegue il circo mediatico, fatto purtroppo anche di uno sciacallaggio costante alla ricerca di particolari inediti sulla vicenda.
A tal proposito l'ospedale del Vallese ha pubblicato sul suo account Instagram la smentita di una voce circolata qualche giorno fa secondo cui alcuni giornalisti avrebbero indossato camici bianchi per cercare di accedere alle stanze dei pazienti dell'incendio di Crans-Montana.
L'ospedale chiarisce che l'incidente è effettivamente avvenuto, ma nel 2012, durante l'incidente d'autobus nel tunnel di Sierre, in cui persero la vita 28 persone, tra cui 22 bambini. È a questo che si riferiva il direttore generale, Eric Bonvin, in un'intervista, e non all'attuale situazione della tragedia di Crans-Montana, afferma l'ospedale.
«Vorrei sottolineare che i nostri rapporti con i media sono ottimi e si svolgono in un clima di reciproco rispetto. La trasparenza è essenziale e mi è sembrato importante chiarire le cose», ha dichiarato il portavoce dell'ospedale, specificando che nella struttura è stato osservato un solo caso limite: un giornalista che ha tentato di entrare in un reparto ospedaliero senza però impersonare un medico o tenere un comportamento inappropriato.



