Crans-Montana: le raccolte fondi si moltiplicano, ma occhio alle truffe

La solidarietà è grande dopo la tragedia. Molte persone hanno lanciato appelli per le donazioni, ma è necessario essere prudenti prima di aprire il portafoglio.
CRANS-MONTANA - Dopo gli appelli per la ricerca di persone scomparse e le proposte di ospitalità, i social network sono ora invasi da raccolte fondi online, alcune delle quali sfiorano i 100 mila franchi. Questi appelli alle donazioni testimoniano la fortissima solidarietà della popolazione nei confronti delle vittime della tragedia di Crans-Montana e delle loro famiglie.
La generosità della gente - «È un vero e proprio slancio di solidarietà», spiega Mathilde Comte a Le Nouvelliste. L’assistente sociale, attiva in Vallese, ha già lanciato il 2 gennaio una raccolta fondi destinata a coprire le spese funerarie, il rimpatrio dei feriti e altri costi urgenti e imprevisti.
Donatori piuttosto giovani - A Ginevra, Catherine Giboin ha voluto dare il proprio contributo. Sulla piattaforma GoFundMe, questa madre — i cui figli hanno spesso frequentato in passato il locale Le Constellation — ha avviato una raccolta fondi a favore di tutte le famiglie dei feriti. «Sappiamo che può essere necessario del tempo prima che le autorità pubbliche e le assicurazioni intervengano; il crowdfunding è un modo per aiutare le persone in questo periodo», precisa. La ginevrina sottolinea inoltre che molte persone sentono il bisogno di aiutare “a modo loro” e che tra i donatori figurano spesso giovani, particolarmente colpiti dalla tragedia.
Iniziative numerose - Come Catherine, sono numerosi gli anonimi che hanno lanciato iniziative simili. Molte raccolte, tuttavia, sono destinate a sostenere una famiglia specifica. In Francia, ad esempio, è stato avviato un appello alle donazioni a favore di un giovane rimasto gravemente ferito nell’incendio, e un altro a sostegno della famiglia di una donna di 24 anni deceduta a Crans-Montana.
I rischi - Tuttavia, i giornali del gruppo Tamedia invitano alla prudenza. Jérémie Darbellay, amministratore della pagina Facebook Crans-Montana Solidarité, spiega di aver smesso di condividere questi appelli per il timore di possibili truffe. «È estremamente difficile, se non impossibile, verificare formalmente l’autenticità delle raccolte fondi», afferma. «Molte persone donano spinti dal cuore, senza disporre sempre di informazioni sufficienti».
I consigli - «Queste iniziative possono essere sincere e animate da buone intenzioni, ed è naturale voler aiutare», osserva Aline Dard, responsabile della comunicazione per la prevenzione presso la polizia ginevrina. L'esperta fornisce alcuni consigli: privilegiare i canali ufficiali, verificare il più possibile che il promotore della raccolta sia chiaramente nominato e identificabile, evitare di donare sull’impulso dell’emozione e non effettuare pagamenti diretti tramite bonifici, criptovalute o carte regalo.
«È importante scegliere con attenzione la piattaforma», sottolinea Catherine Giboin. «GoFundMe rimborsa automaticamente le donazioni se il denaro non viene destinato correttamente». La ginevrina auspica infine che i promotori delle raccolte fondi possano collaborare tra loro, magari con il sostegno di un’associazione dei familiari delle vittime, per coordinare le donazioni ed evitare abusi.



