Un vermetto tra tonno e salmone

La spiacevole sorpresa durante una cena a base di fondue. Il Laboratorio cantonale rassicura: «Nel pesce consumato cotto può capitare».
LUGANO - Un vermetto tra i bocconi di tonno, salmone e capesante della fondue di pesce. È questa la spiacevole sorpresa trovata da una famiglia del Luganese durante un pranzo nel periodo natalizio. Il “grazioso” esemplare è stato individuato giusto in tempo per evitare il peggio, ma è bastato a far passare l’appetito a tutti i presenti.
Un problema solo nel pesce consumato crudo - «Si tratta probabilmente di un esemplare di Anisakis», ha spiegato a tio.ch il vicedirettore del Laboratorio cantonale, Michelangelo Storari. L’Anisakis è un parassita del pesce potenzialmente pericoloso per l’uomo.
«Nel pesce destinato a essere consumato cotto non si può escludere a priori la presenza dell’Anisakis. Secondo la legge non dovrebbe essere messo in commercio se il parassita è visibile a un controllo visivo. Ogni tanto però può sfuggire: succede, ed è proprio per questo che il prodotto va consumato ben cotto».
L'aiuto del congelatore - Diverso il discorso per il pesce consumato crudo. «In quel caso deve essere obbligatoriamente abbattuto, cioè deve essere sottoposto a un trattamento di congelamento, così da provocare la morte dei parassiti».
Il rischio, altrimenti, è tutt’altro che trascurabile. «Nel giro di poche ore può insorgere una reazione molto forte. Le larve possono penetrare nella mucosa gastrica, causando sintomi quali nausea, vomito e forti dolori addominali».
Perché è importante segnalare il caso - «Ogni tanto riceviamo anche in laboratorio segnalazioni di questo tipo. Chi vende il pesce dovrebbe assicurarsi che non siano presenti Anisakis visibili. I prodotti della pesca infestati da parassiti non devono essere consegnati per il consumo umano. È importante segnalare l’episodio direttamente al negozio che ha venduto l’alimento».
Detto questo, prima delle feste il Laboratorio cantonale aveva puntato soprattutto su una campagna di prevenzione contro la Listeria monocytogenes, un batterio che può svilupparsi su salmone affumicato, paté e terrine e causare la listeriosi, una tossinfezione alimentare particolarmente pericolosa per donne in gravidanza, persone immunodepresse, bambini piccoli e anziani.
«Quest’anno - conclude Storari - non abbiamo ricevuto alcuna segnalazione. È noto che il periodo delle feste natalizie sia sempre un po’ delicato, ma i pochi casi riscontrati riguardano soprattutto situazioni domestiche che non ci vengono comunicate. Il bilancio, insomma, è soddisfacente».



