Cerca e trova immobili
MEDIO ORIENTE: SEGUI IL LIVE

Ancora 1'900 turisti svizzeri bloccati in Medio Oriente

La maggior parte dei viaggiatori elvetici, ovvero 1100, si trova negli Emirati Arabi Uniti, 230 sono in Oman e 190 in Qatar.
Foto AFP
La maggior parte dei viaggiatori elvetici, ovvero 1100, si trova negli Emirati Arabi Uniti, 230 sono in Oman e 190 in Qatar.

Tredicesimo giorno di guerra. Gli attacchi aerei continuano a scuotere Beirut e Teheran, aggravandone il bilancio. Il Pentagono ha dichiarato che agli americani nei primi sei giorni è costata oltre 11, 3 miliardi di dollari e che potrebbe avvicinarsi ai 100 miliardi a seconda della durata. Nel frattempo il presidente degli Stati Uniti ha ribadito: «La guerra finirà presto: stiamo facendo saltare in aria le fabbriche dove vengono prodotti missili e droni».

Intanto arriva la prima dichiarazione della nuova Guida Suprema Mojtaba Khamenei: «I nostri nemici pagheranno un prezzo, perché ci sarà una vendetta» ha dichiarato.

23:05

Bessent: «Nessun prezzo renderebbe la guerra all'Iran insostenibile»
Nessun prezzo renderebbe la guerra all'Iran insostenibile: il segretario al Tesoro Usa Scott Bessent, in un'intervista con Sky News, ha risposto "assolutamente no" quando gli è stato chiesto se ci fosse un prezzo che avrebbe potuto indurlo ad affrontare il presidente Donald Trump e a dire che la guerra all'Iran non era più sostenibile. In base a quanto riferito dai media americani, i primi sei giorni di guerra all'Iran sarebbero costati agli Stati Uniti almeno 11,3 miliardi di dollari. Bessent, inoltre, ha affermato che la Marina Usa scorterà le petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz non appena sarà "militarmente possibile". (ats ans)

23:04

Nyt: «L'Iran ha iniziato a posare mine nello Stretto di Hormuz»
L'Iran ha iniziato a posare mine nello Stretto di Hormuz. Lo riferiscono fonti dell'intelligence Usa al New York Times. Le operazioni, secondo i funzionari americani, non sono particolarmente rapide o efficienti, ma gli iraniani sperano di poterle completare più velocemente di quanto gli Stati Uniti riescano a bonificare lo Stretto di Hormuz. (ats ans)

23:01
22:53

Un aereo cisterna Usa si schianta in Iraq:«Non è fuoco nemico»
Un aereo cisterna Usa si è schiantato nell'Iraq occidentale. Lo annuncia il Comando centrale americano in un post sui social precisando che "non si tratta di fuoco nemico". "L'incidente è avvenuto nello spazio aereo amico durante l'Operazione Epic Fury. Sono stati coinvolti due velivoli, uno è precipitato in Iraq occidentale, mentre il secondo è atterrato in sicurezza", si legge nel post. Secondo il Nyt a bordo vi era un equipaggio composto da tre persone. (ats ans)

22:46

Sei soldati francesi feriti in un raid con drone a Erbil
Sei soldati francesi sono rimasti feriti in un "attacco con drone" a Erbil, nel Kurdistan iracheno. Lo annuncia lo Stato Maggiore francese. (ANSA-AFP).

22:39

Idf: «Colpiti vari centri di comando di Hezbollah a Beirut e in sud Libano»
Le forze armate israeliane hanno reso noto di aver "lanciato diverse ondate di attacchi contro le infrastrutture di Hezbollah a Beirut e nel Libano meridionale", in particolare di avere "colpito diversi centri di comando di Hezbollah, da cui i terroristi operavano per promuovere attacchi terroristici contro lo Stato di Israele e i suoi civili". Poco prima degli attacchi, "sono state adottate misure per mitigare il rischio di danni ai civili, tra cui allerte preventive, l'uso di munizioni di precisione e sorveglianza aerea", ha precisato l'Idf, "determinato a operare contro l'organizzazione terroristica Hezbollah, a seguito della sua deliberata decisione di attaccare Israele per conto del regime iraniano". (ats ans)

21:42

Wall Street chiude in netto calo
Brusca frenata per Wall Street, negativa sulle turbolenze in Medio Oriente e il rialzo dei prezzi del greggio, con il Brent sopra i 100 dollari per la prima volta da agosto del 2022: il Dow Jones ha chiuso gli scambi con un -1,56%, a 46'677.85 punti, mentre il Nasdaq ha perso l'1,78%, 22'311.98 punti. Male anche l'S&P 500, che ha terminato a 6'672.62 punti (-1,52%).

21:42

Iran, Pahlavi: «Non scendete in piazza per la vostra sicurezza»
"Cari compatrioti, giorni importanti e decisivi vi attendono. Mentre vi preparate per la fase finale di questa lotta, vi invito, per ora, ad astenervi dallo scendere in piazza. Non avvicinatevi a strutture governative, militari o delle forze dell'ordine, né a edifici organizzativi affiliati all'apparato repressivo. Il regime utilizza scuole, moschee e altri luoghi pubblici per nascondere le sue forze repressive. Per la vostra sicurezza, state lontani da tali luoghi". È l'avvertimento lanciato su X da Reza Pahlavi, figlio dello Scià rovesciato dall'ayatollah Khomeini nel 1979. "Il mio messaggio speciale è diretto anche ai lavoratori: non presentatevi mai, in nessun caso, ai vostri luoghi di lavoro. Non sacrificate la vostra vita e la vostra sicurezza per la sopravvivenza della Repubblica islamica. Non lasciatevi usare come scudi umani. Non lasciate che il vostro lavoro e le vostre attività diventino strumenti per la repressione dei vostri connazionali - prosegue -. Usate le vostre risorse e la vostra capacità di accesso per interrompere il processo repressivo e aiutare la popolazione". (ats ans)

21:10

Iran, distruggeremo infrastrutture di petrolio e gas nella regione
L'Iran ha minacciato di devastare l'industria petrolifera e del gas della regione se le sue infrastrutture energetiche dovessero essere attaccate durante la guerra con Stati Uniti e Israele. "Diamo fuoco al petrolio e al gas della regione al minimo attacco alle infrastrutture energetiche e ai porti iraniani", ha dichiarato un portavoce del comando operativo centrale dell'esercito iraniano, noto come Khatam al-Anbiya. (ansa afp)

19:55

Il petrolio risale a New York del 9,67%, chiude a 95,69 dollari
I prezzi del greggio tornano a correre a New York con le tensioni in Medio Oriente e gli attacchi alle navi nello Stretto di Hormuz: il Wti segna un balzo del 9,67%, e chiude a 95,69 dollari al barile, mentre il Brent ritorna sopra i 100 dollari, a quota 100,56, grazie al guadagno del 9,33%.

18:47

Rabbia degli iraniani per gli attacchi ai siti del patrimonio culturale
Luoghi iconici del patrimonio culturale iraniano che hanno resistito agli sconvolgimenti della storia sono stati duramente colpiti dalla guerra di USA e Israele, facendo infuriare la popolazione. Come riporta il New York Times, nella città di Isfahan i raid aerei israeliani hanno danneggiato diversi dei gioielli culturali più preziosi dell'Iran: il Palazzo Ali Qapu e il palazzo e il giardino di Chehel Sotoun, risalenti alla dinastia safavide del XVII secolo, hanno subito gravi danni, stando alle foto e video pubblicati dal ministero della cultura iraniano. L'onda d'urto di lunedì ha anche fatto crollare le piastrelle turchesi dell'iconica Moschea Jameh, ritenuta un gioiello dell'architettura persiana e islamica. Solo una settimana prima il palazzo Golestan, risalente al XIV secolo e divenuto in seguito la sede della dinastia Qajar, è stato gravemente danneggiato durante un attacco a una stazione di polizia nel centro di Teheran. (ats)

17:20

Iran: «Non stiamo minando lo Stretto di Hormuz»
Il Viceministro degli esteri di Teheran, Majid Takht-Ravanchi, in un'intervista all'AFP in cui gli è stato chiesto delle notizie secondo cui la Repubblica islamica avrebbe posato mine nella via d'acqua strategica, ha così risposto: «Assolutamente no. Questo non è vero», ha detto Takht-Ravanchi. «L'Iran ha permesso alle navi di alcuni Paesi di attraversare lo Stretto di Hormuz» ha aggiunto il viceministro. «Alcuni paesi ci hanno già parlato della possibilità di attraversare lo stretto e abbiamo collaborato con loro. Riteniamo che i Paesi che hanno aderito all'aggressione non dovrebbero beneficiare di un passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz» ha sottolineato.

16:29
Foto AFP
16:23

Ancora 1'900 turisti svizzeri bloccati in Medio Oriente
Circa 1900 turisti svizzeri sono tuttora bloccati in vari paesi del Medio Oriente in seguito alla guerra scatenata dall'attacco israelo-statunitense contro l'Iran. Il dato, aggiornato ad oggi a mezzogiorno dal Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), corrisponde alle persone registrate su Travel Admin, l'applicazione del DFAE pensata per aiutare i cittadini a spostarsi in modo più sicuro e organizzato. La maggior parte dei viaggiatori elvetici, ovvero 1100, si trova negli Emirati Arabi Uniti, 230 sono in Oman e 190 in Qatar.

15:51
15:45

Missili iraniani su Gerusalemme, vicino al Muro del Pianto
«
Il regime iraniano sta lanciando missili su Gerusalemme, uno di questi ha colpito a poche centinaia di metri dalla Città Vecchia, dal Muro del Pianto, dalla Moschea di al-Aqsa e dalla Chiesa del Santo Sepolcro». Lo scrive su X il ministero degli Esteri israeliano, postando il video del luogo colpito dall'ordigno iraniano. «Proteggere le vite e la sicurezza dei fedeli viene prima di tutto. Ecco perché la preghiera in tutti i luoghi sacri è stata temporaneamente sospesa», aggiunge il messaggio.

15:24

Parla Khamenei: «Non ci ritireremo mai, vendicheremo i nostri morti»

È il suo primo messaggio da quando è stato nominato dall'Assemblea negli esperti domenica

Apri articolo

15:18
Foto AFP
14:19

Swiss sospende i voli per Dubai fino al 28 marzo
La guerra in Medio Oriente continua a sconvolgere il traffico aereo internazionale: Swiss si vede così costretta a prolungare la sospensione dei suoi voli per Dubai fino al 28 marzo. In un comunicato la compagnia aerea elvetica motiva la decisione con le significative riduzioni del traffico imposte dalle autorità aeroportuali della città degli Emirati Arabi Uniti (EAU), alle prese con gravi limitazioni legate al conflitto in corso. (ats)

12:30

«Colpito un sito del programma nucleare iraniano»
L'esercito israeliano ha annunciato di aver colpito un sito in Iran, che a suo dire sarebbe utilizzato dalla Repubblica Islamica per sviluppare armi nucleari. "L'aeronautica militare israeliana, agendo su precise informazioni di intelligence delle Idf, ha colpito un ulteriore sito del programma nucleare iraniano", ha dichiarato l'esercito, sostenendo che "il complesso di Taleghan è stato utilizzato dal regime per sviluppare capacità critiche per lo sviluppo di armi nucleari". Il complesso di Taleghan si riferisce probabilmente a una struttura a Parchin, a sud-est di Teheran, dove il think tank statunitense Institute for Science and International Security, che monitora il programma nucleare iraniano, ha recentemente affermato che la Repubblica Islamica conduce attività militari segrete. (ats)

12:06

«La guerra ha provocato tre milioni di sfollati in Iran»
Fino a 3,2 milioni di persone sono sfollate in Iran da quando è scoppiata la guerra quasi due settimane fa. Lo ha dichiarato l'Unhcr, l'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati. "Secondo le valutazioni preliminari, tra 600.000 e un milione di famiglie iraniane sono ora temporaneamente sfollate in Iran a causa del conflitto in corso, il che rappresenta fino a 3,2 milioni di persone", ha dichiarato Ayaki Ito, a capo del team di supporto alle emergenze dell'Unhcr e coordinatore della risposta ai rifugiati per l'emergenza in Medio Oriente. "È probabile che questa cifra continui ad aumentare con il perdurare delle ostilità". (ats)

11:51

Il petrolio resta sotto 100 dollari dopo i dati sul calo di produzione
Il petrolio resta sotto la quota dei 100 dollari al barile dopo che l'Agenzia internazionale per l'energia ha stimato che la guerra in Medio Oriente sta causando la "più grande interruzione dell'approvvigionamento nella storia del mercato petrolifero globale", costringendo i produttori di petrolio del Golfo a tagliare la produzione. Il contratto sul Brent per maggio è in rialzo del 4% a 96 dollari al barile. Identico aumento per il Wti americano per aprile che sale a quota 91 dollari. Gas sempre in leggero aumento sul mercato di Amsterdam, di riferimento per l'Europa: il future sul metano con consegna ad aprile cresce del 2% a 51 euro al Megawattora. (ats)

11:32

Approvvigionamenti energetici europei, Mosca accusa ancora Kiev
La scorsa notte l'esercito di Kiev ha nuovamente attaccato la stazione di compressione del gas di Russkaya, nel sud della Russia, che fornisce gas al gasdotto Turkish Stream. Lo ha riferito il ministero della Difesa di Mosca, secondo il quale l'attacco è stato effettuato per interrompere le forniture di gas ai consumatori europei. "Nessun danno è stato causato alla struttura", si legge nel comunicato, citato dalle agenzie russe. Le forze di difesa aerea con mezzi di guerra elettronica hanno abbattuto dieci droni ad ala fissa tra le 3:55 e le 6:45, ora di Mosca, (1:55-4:45 in Svizzera). Ieri la società statale Gazprom aveva riferito che la stazione di compressione Russkaya era stata colpita da droni ucraini e che nei giorni precedenti erano state messe sotto attacco anche gli impianti analoghi di Beregovaya e Kazachya, nel sud della Russia. Intanto il portavoce della presidenza russa, Dmitry Peskov, ha affermato che la cooperazione tra Russia e Stati Uniti, anche nei mercati energetici, può e deve essere un importante fattore di stabilità. "È troppo presto per parlare di una cooperazione efficace in questo momento. Ma l'argomento è certamente oggetto di discussione", ha dichiarato all'agenzia Ria Novosti. (ats)

11:23
@USNavy photo
11:11

Allarme Aie: «La più grande interruzione di approvvigionamento petrolifero»
La guerra in Medio Oriente sta causando la "più grande interruzione dell'approvvigionamento nella storia del mercato petrolifero globale", costringendo i produttori di petrolio del Golfo a tagliare la produzione. Lo indica l'Agenzia internazionale per l'energia (Aie). Nel suo ultimo rapporto mensile, l'Aie riferisce che la produzione di greggio è attualmente in calo di almeno 8 milioni di barili al giorno, con ulteriori 2 milioni di barili al giorno bloccati relativi ai prodotti petroliferi, inclusi i condensati, un volume pari a quasi il 10% della domanda mondiale. Intanto la decisione dell'Aie di svincolare le riserve globali di petrolio per fronteggiare gli effetti della guerra in Iran ha avuto un "forte impatto" sui mercati energetici, ha detto il direttore esecutivo Fatih Birol in conferenza stampa a Istanbul. I mercati energetici globali si trovano ora in un "punto di svolta critico". (ats)

11:07
U.S. Central Command
11:05
11:04

U.S. Central Command: «L'Iran sta perdendo la sua capacità aerea»
Secondo quanto scrive l'U.S. Central Command, unificato al Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, «il regime iraniano sta perdendo giorno dopo giorno la sua capacità aerea. Le forze statunitensi non si limitano a difendersi dalle minacce iraniane, ma le stanno metodicamente smantellando». (red)

10:59

«Massiccia esplosione in impianto nucleare iraniano»
Una forte esplosione nell'impianto nucleare iraniano di Fordow viene riferita dalla tv pubblica israeliana Kan, che cita un report saudita. (ats)

09:36

Le compagnie aeree alzano i prezzi
Le conseguenze del conflitto in Medio Oriente e l'impennata dei prezzi del petrolio si fanno sentire anche sulle compagnie aeree internazionali che annunciano un aumento dei biglietti, con un rincaro della componente carburante.
Cathay Pacific ha reso noto che raddoppierà il supplemento sulla maggior parte delle sue rotte. La compagnia ha pubblicato un elenco dettagliato delle rotte interessate in un comunicato.
Ieri Aerolineas Argentinas ha annunciato che applicherà temporaneamente un supplemento carburante sui biglietti per i voli nazionali e internazionali, che varierà da 10 a 50 dollari a tratta. Ed anche Qantas e Air India hanno programmato un aumento delle tariffe per tenere conto dell'impennata delle quotazioni.
Il prezzo medio mondiale del carburante per aerei ha raggiunto lunedì i 173,91 dollari al barile, secondo l'indice di riferimento Platts, quasi il doppio rispetto ai livelli di gennaio e ben al di sopra del prezzo del petrolio greggio. Da parte sua ieri Swiss aveva fatto sapere che rinuncia per ora ad aumentare il suo supplemento carburante (Ats ans)

08:31

Australia abbassa lo standard dei carburanti per frenare i prezzi
Il governo australiano ha annunciato un temporaneo abbassamento degli standard qualitativi del carburante del Paese, una mossa volta a immettere nel sistema 100 milioni di litri in più al mese sul mercato nel contesto delle crescenti tensioni sul mercato dell'energia per il conflitto in Medio Oriente. Lo riporta il Guardian.

Il ministro federale dell'energia, Chris Bowen, ha dichiarato al parlamento che, per contribuire a esercitare una pressione al ribasso sui prezzi, il governo avrebbe consentito una modifica di 60 giorni per permettere livelli di zolfo più elevati nel carburante.

«Sebbene il consumo di carburante australiano non sia cambiato, questo contribuirà ad alleviare la pressione sulle catene di distribuzione, interrotte dall'elevata domanda - ha detto -. Il governo è stato inequivocabile: questa fornitura aggiuntiva deve aiutare le persone che ne hanno bisogno, inclusi agricoltori, pescatori e comunità regionali».

Bowen ha anche attivato un meccanismo di coordinamento nazionale per collaborare con i produttori e i rivenditori di carburante (Ats ans).

08:27

Petrolio scende sotto quota 100, Brent a 98 dollari
Il prezzo del petrolio rallenta la corsa che in nottata lo ha portato a superare di nuovo i 100 dollari al barile: il contratto sul Brent per maggio è ora in rialzo del 6,12% a 97,6 dollari, quello sul Wti americano per aprile sale invece del 5,6% a 92,19 dollari (Ats ans)

07:35

L'Australia invierà un aereo militare di sorveglianza in Medio Oriente
L'Australia invierà un aereo militare di sorveglianza avanzata e missili aria-aria nel Medio Oriente nel tentativo di rafforzare la difesa delle infrastrutture civili, mentre prosegue il conflitto nella regione.L'annuncio è stato dato oggi dal primo ministro Anthony Albanese, che ha sottolineato il carattere esclusivamente difensivo della missione.

Il velivolo scelto è un E-7A Wedgetail, uno dei sistemi di allerta precoce e comando aereo più avanzati al mondo. A bordo dell'aereo saranno impiegati circa 85 militari australiani. Obiettivo principale è contribuire alla sicurezza dei paesi del Golfo colpiti da attacchi iraniani con missili e droni. Tra i paesi interessati figurano Emirati Arabi Uniti, Qatar, Kuwait e Arabia Saudita.

Albanese ha spiegato che la missione servirà a proteggere i circa 115 mila cittadini australiani che si trovano ancora nel Medio Oriente. «Non stiamo intraprendendo azioni offensive contro l'Iran e siamo stati chiari sul fatto che non invieremo truppe australiane sul terreno in Iran», ha dichiarato parlando ai giornalisti a Canberra. (Ats ans)

07:07

Usa preleveranno 172 milioni barili petrolio dalle riserve strategiche
Gli Stati Uniti preleveranno 172 milioni di barili di petrolio dalle riserve strategiche per ridurre il costo della benzina aumentato in seguito alla guerra in Iran.
Lo ha annunciato il dipartimento dell'Energia dopo che Donald Trump aveva fatto sapere che avrebbe sfruttato «un po'» le riserve strategiche.
I 172 milioni di barili della riserva strategica di petrolio saranno messi a disposizione «a partire dalla prossima settimana» e ci vorranno circa «120 giorni per finire» l'operazione , ha precisato il dipartimento in un post su X accusando l'Iran di manipolare e minacciare «la sicurezza energetica dell'America e dei suoi alleati». (Ats ans)

07:05

Trump: «Potrei distruggere tutte le infrastrutture Iran, ma non voglio»
Donald Trump ha avvertito che potrebbe «distruggere tutte le infrastrutture, le linee elettriche» dell'Iran «ma non voglio».
Parlando con i giornalisti a Washington di ritorno dal Kentucky il presidente americano è sembrato assumere una posizione diversa rispetto ad Israele. «Gli ci vorrebbero poi 25 anni per ricostruire tutto, non voglio farlo», ha precisato.
Trump ha continuato a ripetere che lo stretto di Hormuz è al sicuro. «È in ottima forma, abbiamo distrutto tutte le navi», ha detto il presidente americano.
Il prezzo del petrolio sta scendendo, ma gli Stati Uniti devono "finire il lavoro" in Iran, aveva in precedenza dichiarato il presidente Usa. «Non smetteremo finché il lavoro non sarà finito», ha aggiunto. «Il lavoro sarà finito molto in fretta». (Ats ans)

06:39

Il petrolio supera i 100 dollari al barile nonostante lo sblocco delle riserve
Il prezzo del Brent del Mare del Nord, il benchmark globale per il petrolio, è salito sopra i 100 dollari al barile, nonostante la messa in vendita di ingenti scorte per scongiurare una carenza globale. Intorno alle 03:00 GMT, il prezzo del Brent è salito del 9,3% a 100,50 dollari al barile, mentre il WTI, il benchmark statunitense, ha raggiunto i 94,92 dollari, in rialzo dell'8,8%, secondo quanto riporta Afp. L'intervento adottato dalle principali potenze sul mercato pare che non sia riuscito a rassicurare gli investitori sulle forniture, interrotte dalla guerra in Medio Oriente (Ats ans)

06:36

Otto morti per un drone israeliano a Beirut
Il Ministero della Salute libanese ha riferito che un attacco israeliano sul lungomare di Beirut ha ucciso almeno sette persone, nelle prime ore di giovedì, poche ore dopo un altro attacco nel cuore della capitale, come riporta Afp.
«L'attacco del nemico israeliano a Ramlet al-Baida a Beirut ha provocato un bilancio di sette morti e 21 feriti», ha dichiarato il Ministero in una nota, riferendosi a una spiaggia pubblica dove gli sfollati dormono all'aperto dallo scoppio dell'ultimo conflitto tra Israele e il gruppo armato libanese filo-iraniano Hezbollah. (Ansa-Afp).

06:35
AFP