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Damian Clara, il portiere che ha incantato l'Italia e la NHL: «Sapete che ho giocato per l'Ambrì?»

Chiacchierata con il 21enne portiere azzurro dopo essersi messo in luce alle Olimpiadi: «Esperienza straordinaria... Un giorno mi piacerebbe giocare in Svizzera, ma il mio sogno è la NHL»
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Damian Clara, il portiere che ha incantato l'Italia e la NHL: «Sapete che ho giocato per l'Ambrì?»
Chiacchierata con il 21enne portiere azzurro dopo essersi messo in luce alle Olimpiadi: «Esperienza straordinaria... Un giorno mi piacerebbe giocare in Svizzera, ma il mio sogno è la NHL»
Oggi Clara gioca in Svezia nel Brynäs: «L'hockey era tutt'altro che il mio sport preferito».
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BRUNICO - Con le sue parate Damian Clara ha incantato l'Italia (ma non solo) durante i recenti Giochi Olimpici. A suon di big save il 21enne ha attirato su di sé le attenzioni della NHL, tanto che l'account ufficiale di X del campionato più affascinante al mondo - durante la manifestazione di Milano-Cortina - gli ha dedicato un post. Il classe 2005 nativo di Brunico (Val Pusteria) - oggi al Brynäs - resta però con i piedi per terra, focalizzandosi sul presente e cercando di fare un passo alla volta, senza bruciare le tappe. Già in passato le sue prestazioni non erano passate inosservate tanto che, nel giugno del 2023, è stato draftato al secondo giro con la chiamata numero 60 dagli Anaheim Ducks, diventando il giocatore di scuola italiana selezionato con la scelta più alta di sempre.

«Le Olimpiadi? È stata un'esperienza straordinaria, che non dimenticherò mai - ci ha detto l'estremo difensore azzurro - Come si dice spesso, partecipare ai Giochi è davvero qualcosa di unico. Se poi pensiamo che per noi erano in casa, questo rende il tutto ancor più speciale, visto che abbiamo potuto giocare davanti a famiglie e amici».

Per l'Italia dell'hockey le Olimpiadi erano una sorta di novità...
«Esattamente. Tutta la squadra non sapeva cosa realmente si sarebbe trovata di fronte, non avevamo mai giocato contro squadre di così alto livello. Alla fine, se guardiamo l'insieme, non è andata poi così male... Le mie parate? Ho fatto quello che ho potuto. Sì, contro la Svizzera ho fornito una buona prestazione, nonostante la sconfitta».

Come ti sei avvicinato al disco su ghiaccio da piccolo?
«L'hockey era tutt'altro che il mio sport preferito. Preferivo il calcio, il tennis e lo sci, anche perché non ero bravo a hockey. Inizialmente, infatti, facevo il giocatore di movimento, ma non mi piaceva e non avevo neppure il talento. Un giorno, però, quando giocavo nel Brunico in Val Pusteria, mancava il portiere titolare... Hanno proposto a me di farlo e da lì mi sono detto che non mi sarei più mosso. E così è stato...».

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Quanto è vicino l'esordio in NHL?
«Non nascondo che il mio grande sogno è proprio la NHL. La scorsa stagione ho partecipato a un camp con Anaheim e ho giocato qualche partita in AHL con il farm team, i San Diego Gulls. Sinceramente non so ancora dove sarò l'anno prossimo, ne parleremo nelle prossime settimane. Ora sono concentrato sul Brynäs».

Come ti trovi in Svezia?
«È un ottimo campionato e mi trovo davvero bene. Ringrazierò sempre la squadra per l'opportunità che mi ha dato di misurarmi in una Lega di ottimo livello».

Sei stato in Austria, Finlandia, America e Svezia... Quando verrai in Svizzera?
«Spero di giocarci un giorno. A volte mi capita di seguire i risultati della National League... Quando ero piccolo, spesso mi recavo a Davos per vedere la Coppa Spengler, torneo che ho sempre apprezzato per l'atmosfera magica che c'è. L'hockey svizzero è molto più veloce del nostro e, noi italiani, abbiamo solo da imparare e guardare le partite con ammirazione».

I vari De Luca, Kostner, Morini e Zanetti ti hanno parlato del derby ticinese?
«Non moltissimo, durante le Olimpiadi eravamo concentrati sul nostro lavoro. Mi hanno parlato un po' dell'atmosfera e so che è un grande derby. Ma sapete che io ho già vestito la maglia dell'Ambrì? Quando avevo 13 anni ho giocato un torneo giovanile con loro... Era stato divertente... Chissà che magari, un giorno, non tornerò in Leventina per giocare in prima squadra...».

Che effetto ti ha fatto finire sull'account ufficiale di X della NHL?
«Fa piacere, è una bella cosa, ma alla fine non mi lascio distrarre. Quel che conta è far vedere agli scout di Anaheim che so parare. Il focus è al 100% sull'hockey».

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