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CADENAZZO«Il boom di turisti qui non si è visto. Come pure gli aiuti da parte dello Stato»

22.12.21 - 06:04
Il direttore di Giosy Tours parla delle difficoltà, molte, e delle prospettive di un settore affossato dalla pandemia
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«Il boom di turisti qui non si è visto. Come pure gli aiuti da parte dello Stato»
Il direttore di Giosy Tours parla delle difficoltà, molte, e delle prospettive di un settore affossato dalla pandemia
Mattias Bassi non alza però bandiera bianca: «La voglia di resistere e vedere la primavera c’è. Il vero problema sarà ricostruire la squadra degli autisti».

CADENAZZO - «Schettino ha abbandonato per primo la nave, io resisto… la tengo a galla, ma è durissima». È un capitano con la flotta spiaggiata Mattias Bassi, direttore della Giosy Tours, una delle principali aziende di viaggi in torpedone. Ma questo prima della pandemia. 

I tempi dell'attesa - L’attività nel settore da oltre un anno è infatti praticamente ferma. Nel parcheggio della ditta a Cadenazzo una ventina di bus attende una ripartenza ancora invisibile. I veicoli non sono più immatricolati ed è anche questo significativo dei tempi lunghi. «Non appena è scoppiato il Covid ho consegnato le targhe. Forse drastico, ma realista» afferma Bassi.

Turisti, ma non per tutti - Visti da qui l’estate, e poi il primo autunno del boom turistico ticinese hanno un po’ il sapore della beffa. «Qualche gita in montagna o passeggiata scolastica l'abbiamo avuta. Poi, per fortuna, ci sono ancora le squadre di calcio. Ma nulla a che vedere con l’impegno che avevamo in precedenza. Non abbiamo beneficiato dell’arrivo dei turisti confederati come è successo per alberghi, campeggi e ristoranti» dice ancora il direttore di Giosy Tours.

Un anticipo di pandemia - Di concreto sono rimasti solo i costi: «Insostenibili per il poco lavoro rimasto». Lontani i tempi del Malpensa-Express, il servizio navetta dal Ticino all’aeroporto lombardo: «Quando due anni fa Berna ci ha tolto la concessione per favorire la ferrovia abbiamo vissuto un anticipo di virus». Allora la ditta aveva alle proprie dipendenze 18 autisti: «Ora siamo rimasti aperti con il sottoscritto, mia moglie che mi dà una mano e con qualche autista su chiamata. Non ho licenziato nessuno, ma se ne sono andati tutti per paura di rimanere senza lavoro. Chi ha trovato posto per Autopostale, chi come camionista…». 

Dimenticati - Arrangiarsi è stata finora il leitmotiv. È forse l’aspetto che più fa arrabbiare il direttore di Giosy Tours: «Come datori di lavoro siamo rimasti completamente esclusi da indennizzi. Trovo che sia assurdo, visto che paghiamo gli oneri sociali, non averci riconosciuto nulla». 

La ripartenza e i problemi - Nonostante tutto, Bassi non è intenzionato a cedere. «Ultimamente abbiamo avuto ancora una marea di disdette. A dicembre sono saltate le tradizionali cene di gruppo, dei mercatini natalizi neanche parlarne. Siamo messi come due anni fa, se non peggio. Ma la voglia di resistere e vedere la primavera c’è. Il vero problema sarà ricostruire la squadra degli autisti». Ben che vada, per lui e per il mondo dei torpedoni, sarà una ripartenza in salita.

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