Cerca e trova immobili
CANTONE

«La richiesta è aumentata, ma il sangue c'è»

I donatori hanno risposto presente anche durante la pandemia recandosi ai centri trasfusionali in tutta sicurezza.
Ti-Press
«La richiesta è aumentata, ma il sangue c'è»
I donatori hanno risposto presente anche durante la pandemia recandosi ai centri trasfusionali in tutta sicurezza.
Il direttore operativo del Servizio Trasfusionale: «Dobbiamo ringraziarli. Hanno risposto molto bene alle nostre sollecitazioni». Chi ha fatto il Covid-19 può tornare a donare un mese dopo la completa guarigione.
BELLINZONA - Con la ripresa delle attività ospedaliere e il recupero di quelle operazioni posticipate durante il periodo più cupo della seconda ondata, anche la richiesta di sangue negli ultimi due mesi è aumentata in maniera not...

BELLINZONA - Con la ripresa delle attività ospedaliere e il recupero di quelle operazioni posticipate durante il periodo più cupo della seconda ondata, anche la richiesta di sangue negli ultimi due mesi è aumentata in maniera notevole. «Abbiamo avuto un calo solo nei mesi di marzo e aprile. Poi la richiesta è tornata sui livelli degli anni precedenti», precisa il direttore operativo del Servizio Trasfusionale della Svizzera Italiana Mauro Borri.

Le riserve ci sono - Il sangue per ora non manca - anche se tutto può cambiare in pochi giorni - e i donatori hanno risposto presente nonostante il periodo molto complicato. «La situazione delle riserve in questo momento è abbastanza buona. E per questo dobbiamo ringraziare i nostri donatori che hanno risposto molto bene alle nostre sollecitazioni e non hanno avuto timore a recarsi nei centri di donazione o presso le sedi esterne malgrado la situazione particolare e le misure prese». 

«Massima sicurezza per i nostri donatori» - Misure che i centri hanno messo in atto fin dagli albori della pandemia. «Già all'inizio della prima fase - ricorda Borri - abbiamo voluto garantire la massima sicurezza per mantenere la fiducia che i donatori ripongono in noi». I provvedimenti preventivi consistono nell'obbligo di prendere appuntamento per «garantire un afflusso scaglionato ed evitare affollamenti nelle sale di donazione» e nel triage telefonico dei donatori già prima che giungano ai centri per «bloccare subito persone che potrebbero essere affette dal virus». E anche sul posto le misure protettive e d'igiene non mancano: dal nuovo triage prima di accedere ai locali, all'uso della mascherina generalizzato, passando per una disinfezione «quasi maniacale» delle mani e di tutte le superfici (sedie, poltrone e tavolini) e alla refezione preconfezionata per evitare possibili contaminazioni. «I donatori fin da subito hanno compreso e si sono adattati a queste misure, e vengono a donare sereni, dandoci un grande aiuto», precisa Borri.

Nessun caso nei centri - Anche grazie a queste misure fino a ora tutto è andato bene nei centri del Servizio trasfusionale. «Al momento - ricorda il direttore - non sono noti casi di trasmissione della malattia tramite la trasfusione di sangue. Attualmente non sono previsti test specifici per la ricerca del SARS-CoV-2 all'entrata (leggasi tampone), anche se un'attenta valutazione di ogni persona al triage resta di fondamentale importanza». E chi il Covid-19 l'ha fatto quando potrà ancora donare? «In caso di malattia confermata i donatori vengono di nuovo accettati dopo un mese dalla completa guarigione. A ogni modo - conclude Borri - nuovi donatori sono per noi sempre preziosi e necessari».

Ulteriori info: www.donatori.ch

🔐 Sblocca il nostro archivio esclusivo!
Sottoscrivi un abbonamento Archivio per leggere questo articolo, oppure scegli MyTioAbo per accedere all'archivio e navigare su sito e app senza pubblicità.
Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
Iscriviti alla newsletter giornaliera di Tio per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella di posta.
COMMENTI
NOTIZIE PIÙ LETTE