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17.02.2021 - 08:020

«La richiesta è aumentata, ma il sangue c'è»

I donatori hanno risposto presente anche durante la pandemia recandosi ai centri trasfusionali in tutta sicurezza.

Il direttore operativo del Servizio Trasfusionale: «Dobbiamo ringraziarli. Hanno risposto molto bene alle nostre sollecitazioni». Chi ha fatto il Covid-19 può tornare a donare un mese dopo la completa guarigione.

BELLINZONA - Con la ripresa delle attività ospedaliere e il recupero di quelle operazioni posticipate durante il periodo più cupo della seconda ondata, anche la richiesta di sangue negli ultimi due mesi è aumentata in maniera notevole. «Abbiamo avuto un calo solo nei mesi di marzo e aprile. Poi la richiesta è tornata sui livelli degli anni precedenti», precisa il direttore operativo del Servizio Trasfusionale della Svizzera Italiana Mauro Borri.

Le riserve ci sono - Il sangue per ora non manca - anche se tutto può cambiare in pochi giorni - e i donatori hanno risposto presente nonostante il periodo molto complicato. «La situazione delle riserve in questo momento è abbastanza buona. E per questo dobbiamo ringraziare i nostri donatori che hanno risposto molto bene alle nostre sollecitazioni e non hanno avuto timore a recarsi nei centri di donazione o presso le sedi esterne malgrado la situazione particolare e le misure prese». 

«Massima sicurezza per i nostri donatori» - Misure che i centri hanno messo in atto fin dagli albori della pandemia. «Già all'inizio della prima fase - ricorda Borri - abbiamo voluto garantire la massima sicurezza per mantenere la fiducia che i donatori ripongono in noi». I provvedimenti preventivi consistono nell'obbligo di prendere appuntamento per «garantire un afflusso scaglionato ed evitare affollamenti nelle sale di donazione» e nel triage telefonico dei donatori già prima che giungano ai centri per «bloccare subito persone che potrebbero essere affette dal virus». E anche sul posto le misure protettive e d'igiene non mancano: dal nuovo triage prima di accedere ai locali, all'uso della mascherina generalizzato, passando per una disinfezione «quasi maniacale» delle mani e di tutte le superfici (sedie, poltrone e tavolini) e alla refezione preconfezionata per evitare possibili contaminazioni. «I donatori fin da subito hanno compreso e si sono adattati a queste misure, e vengono a donare sereni, dandoci un grande aiuto», precisa Borri.

Nessun caso nei centri - Anche grazie a queste misure fino a ora tutto è andato bene nei centri del Servizio trasfusionale. «Al momento - ricorda il direttore - non sono noti casi di trasmissione della malattia tramite la trasfusione di sangue. Attualmente non sono previsti test specifici per la ricerca del SARS-CoV-2 all'entrata (leggasi tampone), anche se un'attenta valutazione di ogni persona al triage resta di fondamentale importanza». E chi il Covid-19 l'ha fatto quando potrà ancora donare? «In caso di malattia confermata i donatori vengono di nuovo accettati dopo un mese dalla completa guarigione. A ogni modo - conclude Borri - nuovi donatori sono per noi sempre preziosi e necessari».

Ulteriori info: www.donatori.ch

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