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LUGANO
21.07.2020 - 20:410
Aggiornamento : 23:10

Prestanome per conto del boss

Nuovi dettagli sull'inchiesta antimafia in cui è coinvolto un 59enne del Luganese

LUGANO - «Non c'entriamo niente». Secondo i famigliari, intervistati da tio.ch/20minuti, non avrebbe nulla da nascondere il 59enne del Luganese indagato per associazione mafiosa dalla Procura di Catanzaro. Secondo gli inquirenti italiani, invece, l'uomo avrebbe fatto da prestanome ai boss, intestandosi un frantoio e un terreno in Calabria per conto della 'ndrangheta.

L'uomo - riferisce la Rsi, citando le carte dell'inchiesta - in Svizzera è indagato per sostegno o partecipazione a un'organizzazione criminale. È stato interrogato dagli inquirenti, ma non sarebbe in stato di fermo. Il Ministero Pubblico della Confederazione, che collabora con le autorità italiane, vuole vederci chiaro sul coinvolgimento del 59enne negli affari dei clan Anello Fruci, al centro dell'operazione "Imponimento" condotta in Italia dal procuratore Nicola Grattieri. 

Dipendente di un Comune del Luganese, l'uomo - secondo gli inquirenti - avrebbe fatto da prestanome per conto di uno 'ndranghetista, intestandosi la proprietà di un frantoio da costruire su un terreno a Filadelfia, in provincia di Vibo Valentia. 

Nei guai anche il cugino del 59enne, residente nel canton Argovia. Quest'ultimo è accusato di avere messo in piedi un traffico d'armi tra Svizzera e Italia. Inoltre, sarebbe stato il referente in Svizzera per una serie di attività economiche riconducibili al clan, occupandosi anche di trasferirne in Calabria i proventi. È stato posto agli arresti dall'MPC.

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