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LAVERTEZZO
27.05.2020 - 17:480
Aggiornamento : 22:04

Assembramenti sul Ponte dei Salti: «I furbetti ci sono sempre»

Il sindaco di Lavertezzo sulla gestione di turisti e avventori: «Gli svizzero tedeschi sono un po' meno accorti»

Timori anche sull'imminente apertura dei confini da sud: «Le cifre di Lombardia e Piemonte preoccupano. Vediamo cosa deciderà la Confederazione»

LAVERTEZZO - Arriva l'estate ed è tempo di Maldive... ticinesi. Che questo fine settimana sono già state prese d'assalto. Anche dai primi turisti svizzero tedeschi. «Era popolato come un mese di luglio», conferma il sindaco di Lavertezzo, Robero Bacciarini.

Nonostante la forte presenza di avventori, i più sembrano aver rispettato le dovute distanze sociali. Anche se non proprio tutti, come mostra una inequivocabile immagine del Ponte dei Salti. «D'altra parte - ammette Bacciarini -, gestire questa situazione sul suolo pubblico non è evidente». «È stato dato mandato alla Polizia intercomunale del Piano di sorvegliare e intervenire e siamo in contatto con la Fondazione Verzasca, che gestisce i posteggi della valle», spiega. E la situazione, fino ad ora, sembra essere sotto controllo. «Ma ovviamente c'è sempre il furbetto di turno. I ticinesi in questo senso, evidentemente resi attenti da quello che abbiamo passato, sono più accorti. Lo sono un po' meno gli svizzero tedeschi. Lo si vede anche nei negozi».

Di misure restrittive, per il momento, non se ne parla: «Delle domande ce le siamo fatte ovviamente. Dobbiamo chiudere il ponte? O tutta la valle? Io penso che basti rispettare le indicazioni per poter godere tranquillamente di ciò che siamo fortunati ad avere. D'altronde, sappiamo che il contagio avviene quando la vicinanza è prolungata. Parliamo di almeno 15 minuti. Ecco, l'importante è non sostare su quel ponte. O dobbiamo metterci sopra un semaforo?».

Bacciarini resta comunque in allerta: «Non possiamo che attenerci alle direttive federali e dello Stato Maggiore Cantonale di Condotta. Se ci saranno delle decisioni da prendere non saremo comunque noi a doverlo fare».

C'è poi un ultimo scoglio da superare. Quello dell'imminente apertura da sud: «Quando si riaprirà all'Italia è certo che arriverà più gente. Ovvio che in questo momento le cifre di Lombardia e Piemonte preoccupano. Vediamo cosa deciderà la Confederazione. E se c'è una speranza da conservare è quella che questo coronavirus diventi presto solo un brutto ricordo».

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