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10.05.2018 - 15:010
Aggiornamento : 22:04

Sorvegliata e licenziata, commessa 50enne si toglie la vita

La triste vicenda denunciata da Unia, che definisce «schifoso» l'accaduto, e punta il dito contro il datore di lavoro. «Pratiche illegali all'interno del negozio»

CANTONE. Sorvegliata, vessata, licenziata. E il giorno stesso si toglie la vita. È un fatto grave quello denunciato oggi da Unia Ticino tramite i social: una commessa 50enne di un negozio di abbigliamento avrebbe commesso un gesto estremo dopo esser stata sostituita, nei giorni scorsi, con un'altra dipendente.

Il sindacato, che ha seguito il caso senza poter evitare il peggio, dietro alla tragedia ha ricostruito una situazione «illegale» di pressione sul lavoro «tramite sorveglianza video e audio» nei confronti della donna, da parte dei proprietari del negozio. «Le vessazioni e le sgridate sono continue e persistenti» avrebbe raccontato ad amici e colleghi la 50enne. Descritta come una «persona sola e fragile», la donna non ha risposto all'offerta di aiuto propostale dal sindacato. 

Alla fine, al rientro da alcuni giorni di ferie, la scoperta del licenziamento. Senza preavviso, la commessa ha trovato nel negozio un'altra dipendente al suo posto. Un «licenziamento schifoso» che, secondo il sindacato, avrebbe innescato il giorno stesso la triste decisione. I dettagli nel messaggio postato su Facebook da Unia.  

 

 

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