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CANTONE
03.11.2014 - 06:020
Aggiornamento : 10.01.2018 - 10:20

Se il datore di lavoro fa quello che gli dice... il cartomante

Il sensitivo Daniel: "Tra i miei clienti diversi manager e uomini d'affari"

LUGANO - Scordatevi la fattucchiera dalle dita unghiute, la sfera di cristallo e il fantoccio vudù. Il sensitivo dal colletto bianco riceve su appuntamento in centro a Lugano, le carte – quelle magiche e non solo – le porta nella ventiquattrore e a fine consulenza rilascia ricevuta, preventivo e un piano di lavoro dettagliato. Insomma, un professionista (o almeno ne ha l’aria). E sorpresa: anche i clienti del sensitivo Daniel – si fa chiamare così – non sono quelli che ti aspetti. "Con l’attuale clima d’incertezza nel mondo del lavoro e degli affari, i consulti economici sono sempre più richiesti, assieme a quelli per problemi sentimentali" spiega. "Lugano è la piazza principale in Ticino per questo tipo di clienti: uomini d’affari, manager, ma anche piccoli imprenditori, professionisti...".

Cosa le chiedono?
"Consigli su scelte da prendere sul lavoro, previsioni sull’andamento degli affari o della carriera".

È un servizio molto richiesto?
"Mai così tanto, in 20 anni di carriera. Va a periodi. Prima mi cercava il dipendente che voleva un aumento o un nuovo posto. Adesso mi cerca anche il suo capo-ufficio, e magari il datore di lavoro".

È la crisi a portarli da lei?
"Direi piuttosto l’incertezza del quadro economico. La prova è che spesso il consulto si ferma alla lettura delle carte".

Lei quali altri servizi offre?
"Se dalle carte emerge un problema per gli affari, offro un programma correttivo di rituali che svolgo in separata sede. Tutto viene messo nero su bianco, prezzi compresi".

Anche quelli sono da “business class”?
"Ho un tariffario fisso, non guardo al portafogli del cliente. Ma non voglio entrare nel dettaglio".

Ci può dire allora quali tariffe girano sul mercato ticinese?
"Si va dai 300-400 franchi alle migliaia e alle decine di migliaia per un percorso rituale. C'è davvero di tutto. So di sedicenti sensitivi che chiedono per tre settimane di lavoro anche 20mila franchi, il che a mio modo di vedere è quasi una garanzia del fatto che sono dei ciarlatani".

Con cifre del genere sì che il cliente va in crisi...
"Appunto. Si tratti d’un manager o di un impiegato, le carte sono spesso l’ultima spiaggia per il cliente: specularci sopra è riprovevole. Ma molti lo fanno, anche in Ticino".

Anche lei, però, ci guadagna...
"Non lavoro solo per passione, ma nemmeno solo per i soldi. E quando vedo che ho di fronte un caso disperato, lo rifiuto".

E un caso quando è "disperato"?
"Quando, dall'esame delle carte, capisco che la situazione è irrisolvibile. Non ho la bacchetta magica, e non faccio finta di averla".

Anche il semplice esame delle carte, però, avrà un costo.
"Certo. Le carte però sono uno strumento di diagnosi, non un rimedio, per chi ci crede. È una questione di fede, una fede che condivido con i miei clienti, ma che comunque non sono io a inculcar loro".


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