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SVIZZERA / ISRAELE

L'ambasciatore israeliano a Berna in difesa dell'estensione della pena di morte

L'attenzione, ha dichiarato, è rivolta anche alla dignità delle vittime del terrorismo e delle loro famiglie, nonché alla prevenzione di ulteriori attacchi terroristici
Imago
Fonte ats
L'ambasciatore israeliano a Berna in difesa dell'estensione della pena di morte
L'attenzione, ha dichiarato, è rivolta anche alla dignità delle vittime del terrorismo e delle loro famiglie, nonché alla prevenzione di ulteriori attacchi terroristici

BERNA - L'ambasciatore israeliano a Berna, Tibor Schlosser, ha difeso in un'intervista l'estensione della pena di morte come decisione sovrana di Israele. «Capisco il punto di vista della Svizzera, secondo cui la pena capitale viola la dignità umana», ha dichiarato ai giornali del gruppo Tamedia.

Tuttavia, in Israele l'attenzione è rivolta anche alla dignità delle vittime del terrorismo e delle loro famiglie, nonché alla prevenzione di ulteriori attacchi terroristici, ha affermato Schlosser nell'intervista pubblicata oggi.

«Se un terrorista viene condannato all'ergastolo, questo non costituisce un deterrente», ha affermato. I detenuti sanno che verranno liberati al prossimo scambio di ostaggi. «In questo modo creiamo addirittura un incentivo a compiere ulteriori attentati», ha dichiarato l'ambasciatore israeliano.

Il Parlamento israeliano ha approvato a stretta maggioranza la legge sull'estensione della pena di morte la settimana scorsa. «Se una maggioranza vuole una legge del genere, è una nostra decisione sovrana», ha detto Schlosser. Inoltre, Israele non è l'unico Stato democratico che prevede la pena di morte. «Ora abbiamo questa legge, e con essa si pone la questione di come essa verrà applicata», ha affermato. Spetterà ai giudici decidere quando infliggere la pena di morte. I condannati potranno ricorrere alle vie legali, ha aggiunto l'ambasciatore.

La legge prevede che, in caso di omicidio a sfondo terroristico con l'obiettivo di distruggere lo Stato di Israele, possa essere inflitta la pena di morte o l'ergastolo. Davanti ai tribunali militari israeliani nei territori palestinesi, la pena di morte è addirittura obbligatoria in questi casi e, in caso di condanna, deve essere eseguita entro 90 giorni tramite impiccagione da parte di una guardia carceraria.

La Svizzera rifiuta la pena di morte - Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) è intervenuto presso Schlosser. Il capo della divisione pace e diritti umani del DFAE, Tim Enderlin, intende illustrargli personalmente la posizione della Svizzera in occasione di un incontro, come comunicato dal DFAE. La notizia del colloquio previsto era stata riportata prima dal SonntagsBlick.

«La Svizzera rifiuta la pena di morte ovunque e in ogni circostanza, poiché è incompatibile con il diritto alla vita e alla dignità umana», ha sottolineato domenica il DFAE su richiesta di Keystone-ATS.

I critici considerano la legge razzista, poiché di fatto riguarda solo i palestinesi. L'iniziativa del partito di estrema destra del ministro della Sicurezza Itamar Ben Gvir, è sostenuta anche dal primo ministro Benjamin Netanyahu. Un ricorso presentato dall'associazione israeliana per i diritti civili è pendente presso la Corte Suprema del Paese.

Israele aveva abolito la pena di morte per omicidio nel 1954, tranne che per i casi di genocidio, crimini di guerra, crimini contro l'umanità, crimini contro il popolo ebraico e tradimento militare. L'ultima esecuzione fino ad oggi è stata quella del criminale nazista Adolf Eichmann nel 1962.

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