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SVIZZERA

"No a una Svizzera da 10 milioni di abitanti": parte la campagna UDC

La richiesta di modifica costituzionale mira a frenare l'immigrazione per proteggere territorio, infrastrutture e salari.
Foto UDC
Fonte ats/UDC
"No a una Svizzera da 10 milioni di abitanti": parte la campagna UDC
La richiesta di modifica costituzionale mira a frenare l'immigrazione per proteggere territorio, infrastrutture e salari.

BERNA - È stata presentata oggi a Berna dall'UDC l'iniziativa "No a una Svizzera da 10 milioni". La richiesta di modifica costituzionale mira a frenare l'immigrazione per proteggere territorio, infrastrutture e salari, imponendo tetti massimi, restrizioni all'asilo e possibili rinegoziazioni o disdette di accordi internazionali, tra cui la libera circolazione con l'Unione europea, se superati i 9,5 milioni di abitanti prima del 2050.

Attualmente la Svizzera ha 9 milioni di abitanti.

In caso di un sì alle urne, spetterebbe al Consiglio federale e al Parlamento - che respingono l'iniziativa e non presentano un controprogetto - adottare contromisure, in particolare nel settore dell'asilo e del ricongiungimento familiare.

In una nota, la compagine politica ricorda anche che «per 100’000 immigrati in più in Svizzera servono altre 45’000 abitazioni. Serve un ospedale supplementare con 420 letti, circa 468 medici e oltre 2’000 infermieri. Servono nuove scuole, centinaia di classi e insegnanti. 100’000 abitanti in più hanno bisogno delle nostre strade, dei nostri treni, autobus e impianti per il tempo libero. L’immigrazione genera ancora più immigrazione».

Per i democentristi «questa dannosa spirale senza fine deve essere fermata.Naturalmente ci sono alcuni beneficiari di questa immigrazione incontrollata. Ma la grande maggioranza della popolazione svizzera non ne ricava nulla, se non problemi e costi» affermano. «La vita diventa più cara, i salari quasi non aumentano più, la crescita economica pro capite ristagna. Così il benessere diminuisce lentamente. Non si può continuare così» lamentano.

Il consigliere nazionale Marcel Dettling riassume perché serve l’iniziativa popolare: «Vogliamo una Svizzera vivibile. Vogliamo che anche le generazioni future possano vivere nel benessere, nella pace e in un bel paesaggio. Il fatto che ogni anno immigrino 100’000 persone in più - spiega - mette sotto pressione le nostre infrastrutture, la nostra capacità d’integrazione e la nostra società nel suo complesso». Dettling afferma che «necessitiamo invece di un’immigrazione ragionevole. Anche con l’accettazione dell’iniziativa, potrebbero comunque immigrare in Svizzera ancora circa 40’000 lavoratori qualificati e altre persone all’anno. Si tratta di molto più degli 8’000 immigrati che il Consiglio federale ci aveva promesso prima della libera circolazione delle persone con l’UE».

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