Biennale: chiusura "anti-Israele" di venti padiglioni

Venerdì è previsto un corteo che cercherà di raggiungere il padiglione israeliano all'Arsenale.
VENEZIA - Chiusura "anti Israele" di una ventina di padiglioni nazionali tra i Giardini e l'Arsenale, alla Biennale di Venezia.
Il padiglione svizzero è stato chiuso momentaneamente ma non a causa della protesta. In serata è giunta infatti una nota da parte di Pro Helvetia, responsabile del padiglione: «Il team incaricato per il Padiglione svizzero ha deciso di spegnere l'installazione video per tre ore. A causa di una carenza di personale, il padiglione non ha potuto proseguire le attività. Non è stato possibile garantire le necessarie condizioni in loco».
Finora l'elenco comprende: Austria, Belgio, Egitto, Lituania, Lussemburgo, Polonia, Slovenia, Spagna, Turchia, Finlandia, Olanda, Irlanda, Qatar, Malta, Cipro, Ecuador, Regno Unito e Arti Applicate, ma la lista è in aggiornamento.
Lo annuncia il canale Telegram Global Project: «Decine di padiglioni ed esposizioni della Biennale di Venezia rimangono chiusi per lo sciopero di lavoratrici e lavoratori della cultura contro la presenza del Padiglione israeliano e il genocidio ancora in corso in Palestina».
La mobilitazione «senza precedenti» è promossa, tra gli altri, dal collettivo Anga - Art Not Genocide Alliance. «Questo pomeriggio alle 16.30 è previsto il corteo che da Via Garibaldi punterà a raggiungere il padiglione israeliano all'Arsenale, contro il genocidio e la militarizzazione dell'economia, per i diritti di lavoratrici e lavoratori e in solidarietà con gli attivisti della Global Sumud Flotilla Thiago e Saif, detenuti ora in Israele» ricorda sempre il canale Telegram Global Project.
Oltre un migliaio di partecipanti
Sono oltre un migliaio gli attivisti "pro Pal" presenti al corteo di Venezia I manifestanti, che sfilano verso l'Arsenale, procedono gridando slogan come "Free Palestine" e "From the river to the sea Palestine will be free". Negli interventi al megafono, gli organizzatori chiedono che «venga chiuso il padiglione di Israele» e che non ci sia «nessuno spazio per il sionismo e per giustificare il genocidio ancora in corso».



