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SVIZZERA

Donazioni politiche: anche gli errori devono essere pubblici

Il TAF ha respinto due richieste presentate in virtù della legge sulla trasparenza
Depositphotos (Rawpixel)
Fonte Ats
Donazioni politiche: anche gli errori devono essere pubblici
Il TAF ha respinto due richieste presentate in virtù della legge sulla trasparenza

BERNA / SAN GALLO - I dati errati relativi al finanziamento dei partiti politici sono soggetti alla legge sulla trasparenza. Lo ha stabilito il Tribunale amministrativo federale (TAF) in due recenti sentenze. Il Controllo federale delle finanze (CDF) approfondirà ora la questione.

Il contenzioso era sorto perché il CDF è sì tenuto per legge a pubblicare cifre errate relative al finanziamento della politica, ma non è autorizzato a segnalarne i casi. La normativa vigente non offrirebbe una base sufficiente per pubblicare i risultati dei controlli quantitativi, ad esempio su richiesta dei giornalisti, aveva affermato in passato il CDF.

Ha pertanto respinto due richieste in tal senso presentate in virtù della legge sulla trasparenza. Ora il CDF ha accolto con favore il chiarimento giudiziario sulla questione, ormai acquisito. Secondo le sentenze del TAF pubblicate venerdì scorso, i documenti relativi al finanziamento politico sono soggette al principio di trasparenza.

In particolare, il Tribunale amministrativo federale ha respinto l'obiezione secondo cui le comunicazioni non dovrebbero essere divulgate perché potrebbero fornire agli aventi diritto di voto un'immagine errata del rispetto delle norme sulla trasparenza da parte degli attori coinvolti, a causa di osservazioni generiche contenute in esse. Le decisioni possono ancora essere impugnate davanti al Tribunale federale, quindi non sono ancora definitive.

Beobachter «contento», CDF le esaminerà
Il periodico svizzero-tedesco Beobachter è stato il primo ad affrontare la questione. L'ha poi portata davanti ai tribunali insieme al collettivo investigativo WAV. Reagendo alle sentenze del TAF, parla ora di una «vittoria intermedia verso una vera trasparenza».

Grazie a queste decisioni di principio, il pubblico potrà presto sapere quali partiti e comitati per le votazioni hanno fornito dati errati sui propri finanziatori. Il pubblico ha diritto di saperlo, secondo il Beobachter.

Trasparenza? Prassi consolidata
Interrogato dall'agenzia Keystone-ATS, il Controllo federale delle finanze ha dal canto suo indicato che la trasparenza è una prassi consolidata e profondamente radicata nel DNA del CDF. Quest'ultimo ricevuto le sentenze e ora le esaminerà approfonditamente.

«Il CDF si è sempre impegnato affinché gli fosse consentito di aggiungere indicazioni sui controlli nelle comunicazioni», ha precisato. A tal fine aveva già commissionato un parere giuridico nel 2021. Tuttavia, questa possibilità non era stata inclusa nell'ordinanza adottata dal Consiglio federale.

Dal 2022, i partiti e i comitati d'iniziativa devono divulgare i propri budget e l'identità dei principali donatori. Il CDF raccoglie poi queste informazioni e ne verifica la completezza. Effettua anche controlli a campione sul contenuto. Finora, se il CDF rilevava errori, poteva tuttavia soltanto richiederne la correzione, ma non imporla.

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