Solar Impulse 2 si è schiantato nel Golfo del Messico

Il velivolo a propulsione solare, ideato da Bertrand Piccard, è andato completamente distrutto
LOSANNA - È finita in modo inglorioso l'avventura nei cieli di Solar Impulse 2, l'aereo a energia solare ideato dallo svizzero Bertrand Piccard. Il famoso velivolo si è schiantato lunedì nelle acque del Golfo del Messico, si legge in un rapporto del National Transportation Safety Board (NTSB), l'agenzia statunitense che si occupa degli incidenti aerei.
L'informazione è stata inizialmente divulgata questa mattina dalla RTS. Solar Impulse, venduto nel 2019 alla società ispano-americana Skydweller, stava svolgendo dei test per la marina degli Usa.
Cosa è successo
Secondo il rapporto preliminare sull'incidente, il velivolo ha subito una perdita di potenza prima di cadere ed è andato completamente distrutto. Non vi sono vittime, anche perché da tempo era stato convertito al volo autonomo e dunque nessuno si trovava a bordo.
Stando all'NTSB, Solar Impulse era decollato dall'aeroporto di Stennis, nel Mississippi, all'alba del 4 maggio. È poi precipitato nelle acque internazionali della Baia di Saint-Louis. L'organo pubblicherà una relazione finale sull'accaduto al termine delle consuete indagini.
Triste epilogo dieci anni dopo
Il mesto epilogo giunge a praticamente dieci anni di distanza dall'impresa di Bertrand Piccard e André Borschberg, che, alternandosi alla guida dell'aereo a propulsione solare, riuscirono a completare il giro del mondo senza carburante, percorrendo oltre 42'000 chilometri in 17 tappe. Lo storico periplo attorno al globo partì il 9 marzo 2015 da Abu Dhabi e si concluse il 26 luglio 2016 nella stessa città emiratina.
Costruito in Svizzera, il velivolo in fibra di carbonio aveva un'apertura alare di poco superiore a quella di un Boeing 747, ma pesava appena come un SUV. Sulle ali trovavano posto più di 17 mila celle fotovoltaiche, capaci di farlo volare a velocità medie comprese fra 50 e 90 chilometri orari. Il progetto era costato quasi 170 milioni di franchi.
Tre anni dopo la gloria venne venduto, per un prezzo mai reso noto, a Skydweller. L'azienda voleva sfruttarlo per sviluppare, testare e commercializzare dispositivi volanti autonomi senza pilota, come droni per la sorveglianza ambientale.
Solare e militare
Successivamente, un'inchiesta della RTS rivelò che l'aeromobile a energia solare sarebbe stato trasformato in un progetto militare. Dallo scorso luglio sono stati annunciati test finanziati dalla marina americana «per lo sviluppo di intelligence marittima, sorveglianza e riconoscimento»
Il contratto firmato con Skydweller prevedeva tuttavia che Solar Impulse sarebbe tornato prima o poi a casa, in Svizzera, per essere esposto al Museo dei trasporti di Lucerna.



