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05.06.2020 - 20:270

Crediti e ipoteche a PostFinance: la decisione non piace a tutti

Il mondo bancario è diviso, mentre l'Unione svizzera arti e mestieri e i sindacati sono decisamente contrari.

BERNA - La decisione di permettere a PostFinance di concedere crediti e ipoteche sta suscitando reazioni contrastanti. Il mondo bancario ha accolto la decisione in modo differenziato, mentre l'Unione svizzera arti e mestieri è decisamente contraria.

In una prima reazione a caldo, l'Associazione svizzera dei banchieri (ASB) dice di voler «esaminare la revisione di legge in dettaglio con i suoi membri e commentarlo nella procedura di consultazione».

Più positiva la reazione del Gruppo Raiffeisen: il terzo gruppo bancario elvetico ritiene che i clienti del mercato creditizio e ipotecario potranno beneficiare della «forte concorrenza di numerosi fornitori e di una più ampia gamma di prodotti».

L'Unione delle Banche Cantonali Svizzere ha una posizione più netta e «respinge la proposta del Consiglio federale». Nel settore del credito e delle ipoteche prevale un mercato ben funzionante con un'intensa concorrenza tra numerosi fornitori locali, nazionali e internazionali. Un nuovo concorrente rischia di indebolire le banche regionali e la stabilità della piazza finanziarie.

Un forte rifiuto arriva anche dall'Unione svizzera arti e mestieri (USAM), che in una nota parla di una «decisione sbagliata. Trasformare Postfinance in banca è un'enorme ipoteca a spese del contribuente».

Contrari anche i sindacati: l'Unione sindacale svizzera (USS) accoglie con favore la fine del divieto di concedere prestiti e ipoteche per Postfinance. L'USS esprime tuttavia dubbi sulla possibilità che un nuovo concorrente che arriva in ritardo su un mercato altamente competitivo possa generare margini di profitto.

Per Syndicom, è «incomprensibile» collegare l'accesso al mercato ipotecario e creditizio con una parziale privatizzazione della Posta. La parziale privatizzazione «indebolisce il servizio pubblico ed è contraria all'obiettivo dell'apertura annunciata», scrive in una nota il sindacato dei media e della comunicazione.

Commenti
 
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albertolupo 3 sett fa su tio
I clienti non ci guadagneranno un bel nagott, se non la possibilità di farsi spennare da PostFinance piuttosto che da un’altra banca...detto questo, non vedo perché PostFinance non potrebbe fare la banca. Capacità finanziaria e struttura ce l’hanno. Mi sembra invece problematico mescolate una banca con il servizio postale. Che scorporino le due aziende, una rimane pubblica a fare un servizio (ma davvero!) e l’altra che la vendano facendo guadagnare miliardi a noi contribuenti.
Arrosto72 3 sett fa su tio
Sbagliatissimo, andiamo nella direzione opposta a ciò che serve alla gente. Privatizzare = perseguire il guadagno a tutti i costi (sociali inclusi). Un servizio pubblico non può essere privatizzato e che la posta faccia quello che deve fare, invece di giocare a fare la banca.
Thor61 3 sett fa su tio
@Arrosto72 La posta gioca a fare la banca perchè usa il denaro pubblico per finanziarsi e che anche in caso di perdite queste verranno toppate sempre con denaro PUBBLICO, tutte le ex regie federali. posta compresa di privato non hanno NULLA.
tip75 3 sett fa su tio
si sono dimenticati come e’ successo che falli l islanda e tutto ciò che ne è seguito. privatizzare privatizzare e’ vergognoso, l uomo ha la memoria corta gli si appanna con i soldi...un po’ come tenere le distanze a causa della pandemia, passato un mese già dimenticato quanto successo
Corri 3 sett fa su tio
Almeno rimane un concorrente Svizzero. Concretamente le banche hanno paura del colosso giallo, perché magari con tutti i suoi clienti forse si abbasseranno i prezzi sul mercato.
Thor61 3 sett fa su tio
@Corri NO, il motivo vero è che loro sanno che la posta usa il denaro pubblico per finanziarsi e che anche in caso di perdite queste verranno toppate sempre con denaro PUBBLICO, questi della posta di privato non hanno nemmeno le unghie.
francox 3 sett fa su tio
Nella mia ignoranza non lo trovo giusto. Domani secco il mio conticino.
sedelin 3 sett fa su tio
@francox me too
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