Accusato di abusi, il dj svizzero parla di un episodio di "sexsomnia"

Il dj ginevrino Odymel è finito sotto inchiesta dopo che è stato accusato di violenze sessuali da un ex collaboratore di un'agenzia di management artistico.
GINEVRA - Un dj svizzero di 28 anni è finito nella bufera, negli ultimi giorni, dopo che è stato pubblicamente accusato di abusi sessuali.
A sganciare la bomba, attraverso i social media, è stato Brad Bedzyk, ex collaboratore dell'agenzia francese di artisti STEER Management. Lo riferisce la radiotelevisione pubblica belga RTBF.
Bedzyk ha condiviso varie testimonianze riguardanti aggressioni sessuali e adescamenti che implicano molteplici dj, tra cui il giovane ginevrino Odymel.
Ieri il dj, oggi residente a Bruxelles, ha reagito alle accuse prendendo posizione via Instagram, parlando di un episodio di "sexsomnia". E ha rivelato che è già in corso un'inchiesta preliminare e che sta collaborando con gli inquirenti.
Nessun ricordo - «Una persona con cui intrattenevo occasionalmente dei rapporti consensuali mi ha riferito di un episodio che sarebbe avvenuto mentre dormivo, in uno stato di sonnambulismo di cui non ho assolutamente nessun ricordo [...] Ho appreso quello che sarebbe successo diversi giorni dopo, quando lei me ne ha parlato. Per essere onesto ci ho messo del tempo a capire, a metabolizzare e ad accettare che mi si stava parlando di un momento di cui non ho memoria e che non corrisponde alla maniera in cui ho sempre cercato di comportarmi. Una volta che ho compreso quello che mi ha descritto, ho fatto del mio meglio per essere presente, all'ascolto, e affrontare questa situazione con umanità [...].
Il 28enne ha quindi descritto i presunti fatti. «Una notte, dopo un rapporto consensuale, mi sono addormentato accanto a lei. Secondo quanto lei mi ha riferito, ho iniziato a fare dei gesti sessuali involontari verso me stesso, prima di tentare di intraprendere un altro rapporto sessuale con lei, che non era desiderato».
Odymel ha quindi spiegato che la ragazza gli ha riferito che il suo stato sembrava consistente con il sonnambulismo, perché non appariva in sè e i suoi movimenti erano insoliti.
«Al suo rifiuto mi sono fermato» - «Fortunatamente, le persone in questo genere di stato sanno seguire delle istruzioni basiche e chiare. Per questo, secondo lei, mi sono fermato immediatamente quando lei ha espresso vocalmente il suo rifiuto», ha sottolineato.
Il 28enne ha aggiunto che qualche settimana dopo l'accaduto la donna gli ha chiesto di sottoporsi a una terapia psicologica per cercare di comprendere l'accaduto e che lui ha accolto il consiglio sottoponendosi a un ciclo di 15 sessioni. Odymel ha quindi precisato che è stata avviata un'inchiesta preliminare e che si sono già tenute due audizioni di confronto.
«Io stesso sarei scettico, per questo ho scelto di cooperare» - L'uomo ha precisato di essersi sottoposto a un esame medico sul sonno che ha attestato la plausibilità di questa situazione, «considerata i miei precedenti di sonnambulismo, disturbi del sonno e il ritmo della mia professione».
Odymel ha concluso affermando che comprende quanto sia difficile credere alla sua versione dei fatti. «Capisco che dare la colpa al sonnambulismo sembri una facile via di uscita. Io stesso sarei stato scettico rispetto a una spiegazione del genere ed è proprio per questo motivo che ho scelto di sottopormi a molteplici esami richiesti dalla denunciante e di cooperare pienamente con la giustizia».
Nel frattempo diversi dj finiti sotto accusa sono già stati "scaricati" da eventi e festival che li vedevano nella line-up.




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