Parità di genere: «Si sta realizzando solo a piccoli passi»

Oggi 55 anni fa, il diritto di voto alle donne è stato approvato in Svizzera con il 65,7% dei voti favorevoli. Il commento di Maya Graf, copresidente di Alliance F.
BERNA - A 55 anni dalla votazione sul diritto di voto alle donne in Svizzera, la percentuale di donne nei parlamenti rimane determinante per le riforme in materia di parità. Secondo Maya Graf, copresidente di Alliance F, in Svizzera la parità si sta realizzando solo a piccoli passi.
Oggi 55 anni fa, il diritto di voto alle donne è stato approvato in Svizzera con il 65,7% dei voti favorevoli. Appenzello Esterno, Appenzello Interno, Glarona, Obvaldo, Svitto, San Gallo, Turgovia e Uri hanno respinto la richiesta. Proprio la seconda democrazia più antica del mondo è stata una delle ultime a concedere alle donne i pieni diritti civili.
Il diritto di voto e di eleggibilità delle donne è e rimane strettamente legato alla parità di genere. "Una democrazia funziona solo se tutti i generi sono adeguatamente rappresentati in politica", afferma la consigliera agli Stati Maya Graf in un'intervista all'agenzia Keystone-ATS.
Le ultime due elezioni federali hanno dimostrato che le donne vengono preferite se hanno le competenze adeguate e occupano buone posizioni nelle liste. Per questo motivo il movimento apartitico "Helvetia ruft!" continua a essere così importante.
Successi nell'uguaglianza
Una maggiore rappresentanza femminile nei parlamenti dal 2019 ha infatti portato ad alcuni successi in materia di parità tra donne e uomini in Svizzera. "In parte questi successi devono essere conquistati a piccoli passi, ma si sta andando avanti", afferma Graf. Per la legge sugli asili nido, su cui è in corso una procedura di referendum, sono stati necessari tre o quattro anni.
Graf considera un risultato significativo il fatto che dal gennaio 2025 l'incitamento all'odio e alla violenza basato sul sesso sia punibile. Anche lo stalking è ora esplicitamente punibile nell'ambito dei reati di minaccia e coercizione previsti dal codice penale.
"Una pietra miliare per i diritti delle donne è anche la revisione del diritto penale in materia sessuale, entrata in vigore a metà del 2024", afferma la consigliera agli Stati del Cantone di Basilea Campagna. È stata realizzata grazie all'impegno e alla tenacia di numerose parlamentari e alla buona collaborazione trasversale.
In risposta a una delle richieste della Sessione delle donne del 2021, il Consiglio federale ha inoltre finalmente lanciato nel 2025 il programma di ricerca "Medicina e salute di genere" (PNR 83). Graf ricorda che delle 23 petizioni approvate nel 2021 durante la Sessione delle donne, più della metà è stata nel frattempo attuata dal Parlamento grazie alla buona collaborazione trasversale.
Ancora nessuna parità salariale
"Le donne non hanno invece fatto progressi in materia di parità salariale", constata Graf. Sono quindi indispensabili analisi regolari e sanzioni.
La copresidente di Alliance F considera la votazione sull'imposizione individuale del prossimo marzo un'altra pietra miliare per la parità. Spera che questa "venga ora approvata anche dal popolo".
Nel 2022, invece, le donne all'interno di Alliance F erano in disaccordo sul progetto federale di aumento dell'età pensionabile delle donne. Secondo Graf, il fallimento della riforma LPP nel settembre 2024 è stato poi doloroso.
Critiche ai social media
La consigliera agli Stati di Sissach (BL) vede attualmente un contraccolpo alla parità di diritti soprattutto nei social media e nel rafforzamento dei partiti di destra in tutto il mondo.
"Soprattutto i social media hanno una grande influenza sul fatto che la misoginia stia guadagnando nuovamente terreno. E quando la democrazia e lo Stato di diritto sono sotto pressione in tutto il mondo, i diritti delle donne sono sempre i primi a essere minacciati", afferma Graf. I social media "legittimano" in parte la misoginia e quindi sono urgentemente necessarie regolamentazioni per queste piattaforme.



