Apprendisti: due ore al giorno in spostamenti

È quanto emerge da uno studio della Scuola universitaria professionale federale per la formazione professionale (SUFFP).
RENENS - Gli apprendisti dedicano quasi due ore al giorno agli spostamenti. È quanto emerge da uno studio della Scuola universitaria professionale federale per la formazione professionale (SUFFP). I confini cantonali e linguistici influenzano fortemente la loro mobilità e l'accesso alle scuole e alle aziende di tirocinio. Per la prima volta, i ricercatori della SUFFP hanno calcolato a livello nazionale i tempi di spostamento delle persone che seguono una formazione professionale iniziale, indica in una nota l'istituto. Gli apprendisti impiegano in media 39 minuti per recarsi al lavoro e 46 minuti per andare alla scuola professionale, ovvero 78 minuti al giorno in azienda e 92 minuti al giorno a scuola. «Questi spostamenti rappresentano quasi il 20% del tempo settimanale disponibile al di fuori del lavoro, della formazione e del sonno», sottolineano gli autori.
Tempi di percorrenza superiori alla media - L'analisi, basata sui dati della Statistica della formazione professionale di base (SFPI) e del Registro delle imprese e degli stabilimenti (RIS) dell'Ufficio federale di statistica, riguarda tutti i circa 175'000 apprendisti in formazione durante l'anno scolastico 2021/2022. Essa mostra che i loro tragitti sono nettamente più lunghi di quelli dei lavoratori svizzeri, il cui tempo di spostamento giornaliero raggiunge in media i 59 minuti. La mobilità degli apprendisti è influenzata dai confini cantonali e linguistici. Solo una piccola percentuale dei corsi di formazione viene svolta in un'altra regione linguistica. «Circa il 15% degli apprendisti lavorava per un'azienda di tirocinio situata fuori dal proprio cantone e circa l'11% frequentava una scuola professionale fuori dal cantone», precisano i ricercatori. Infine, gli spostamenti lunghi riguardano soprattutto i tragitti verso le scuole professionali, più che quelli verso le aziende formatrici. «È necessario sviluppare un'offerta regionale di scuole professionali per limitare i tempi di spostamento dei giovani», conclude lo studio, sottolineando il dilemma dei Cantoni tra copertura regionale e centralizzazione degli istituti per ragioni economiche e qualitative.



