Temu, ti temo. Le aziende svizzere chiedono una tassa sui prodotti low cost

Ogni giorno circa 100.000 pacchi provenienti da piattaforme cinesi arrivano in Svizzera. L’introduzione dell'IVA dal primo franco non ha rallentato il fenomeno come sperato.
ZURIGO - Ogni giorno, circa 100.000 pacchi provenienti da piattaforme cinesi come Temu e Shein arrivano in Svizzera. L’introduzione della nuova IVA, che dal 2025 si applica a tutti gli ordini online fin dal primo franco e non più solo oltre i 62 franchi, non ha rallentato il fenomeno come sperato.
Secondo la società di consulenza Carpathia, Temu continua anzi a guadagnare rapidamente quote di mercato. Questo mette sotto forte pressione i rivenditori svizzeri, che denunciano un divario di prezzo ancora enorme nonostante l’IVA. Inoltre, la prevista abolizione negli Stati Uniti dell’esenzione doganale per le piccole spedizioni, spingerebbe Temu e Shein a concentrarsi maggiormente su Svizzera e UE.
La Swiss Retail Federation dubita che tutte le piattaforme straniere con oltre 100.000 franchi di fatturato in Svizzera paghino effettivamente l’IVA dovuta. Mancano trasparenza e controlli: a causa del segreto fiscale, i nomi delle aziende registrate non sono pubblici e Temu e Shein non figuravano nell’ultimo elenco disponibile.
I commercianti svizzeri sostengono che la nuova IVA non elimini le distorsioni concorrenziali, poiché i fornitori cinesi non sarebbero soggetti alle norme svizzere su sicurezza dei prodotti, correttezza commerciale, lavoro e ambiente. Secondo il settore dei giocattoli, circa l’80% dei prodotti Temu non rispetterebbe gli standard di sicurezza, senza che vi sia un soggetto responsabile in caso di incidenti.
Diverse associazioni chiedono quindi che anche le piattaforme online straniere abbiano una sede giuridica in Svizzera e siano sottoposte alle stesse regole dei rivenditori locali. In una lettera al Consiglio nazionale sollecitano inoltre lo sblocco di iniziative parlamentari ferme da tempo.
Di fronte all’aggravarsi della situazione, la Swiss Retail Federation sostiene ora l’introduzione di una tassa di gestione sui piccoli pacchi, sul modello dell’UE, che dal luglio 2026 applicherà un contributo di due euro. La misura potrebbe essere inserita nella revisione della legge sulla sicurezza dei prodotti. L’obiettivo è evitare che la Svizzera diventi un hub di importazione per tutta Europa, come dimostra il caso italiano, dove l’introduzione di una tassa simile ha fatto crollare rapidamente le importazioni.



