I Verdi: «Fondo per il clima vantaggioso per tutti»

La presidente Lisa Mazzone ha mobilitato i delegati oggi a Coira: per l'ex "senatrice" ginevrina, un "sì" alle urne avvantaggerebbe l'intera popolazione e l'economia.
COIRA - A poco più di un mese dall'8 marzo, la presidente dei Verdi, Lisa Mazzone, ha mobilitato i delegati oggi a Coira in vista della votazione sull'iniziativa per un fondo per il clima. Stando all'ex "senatrice" ginevrina, un "sì" alle urne avvantaggerebbe l'intera popolazione e l'economia. Con un fondo per il clima, la Svizzera diventerà più indipendente, più solida e più sostenibile, secondo Mazzone. «L'estrema dipendenza dalla Cina per la transizione energetica e dagli Stati Uniti per la tecnologia digitale rappresenta un pericolo geopolitico diretto. Anche l'importazione di gas liquefatto dalla Russia è in contraddizione con il nostro sostegno all'Ucraina contro la guerra», ha affermato la presidente degli ecologisti.
A detta di Mazzone, la politica dei Verdi è orientata al futuro, mentre il Consiglio federale e gli altri partiti tendono a «tornare al passato» con i loro progetti di nuove centrali nucleari e i miliardi investiti nell'esercito e nelle autostrade.
Gli investimenti che noi proponiamo col nostro fondo aiutano concretamente la popolazione a diventare climaticamente neutrale e ad adattarsi alle conseguenze estreme della crisi in corso, ha spiegato Mazzone. La promozione della ristrutturazione energetica degli edifici, ad esempio, migliora la qualità della vita nei periodi di freddo e caldo e riduce i costi di riscaldamento. Anche l'economia svizzera ne trarrebbe vantaggio. «Investire in Svizzera piuttosto che spendere ogni anno 8 miliardi di franchi all'estero per le energie fossili creerebbe posti di lavoro e rafforzerebbe la sostenibilità», ha sottolineato. L'iniziativa sul fondo per il clima, lanciata da PS e Verdi, richiede versamenti annuali da parte della Confederazione pari allo 0,5-1% della PIL, ovvero da quattro a otto miliardi di franchi. Questo denaro deve essere utilizzato per promuovere la riduzione delle emissioni di gas serra, l'efficienza energetica, lo sviluppo delle energie rinnovabili, la cattura e lo stoccaggio di CO2 e la protezione della biodiversità.
Verdi e PS compatti, "borghesi" scettici - Stando all'ultimo sondaggio SSR pubblicato ieri, i "no" sono in vantaggio: 60% a 35%. L'elettorato dei Verdi sostiene il testo praticamente compatto (94%), quello del PS è pure convinto in blocco (81%). Contrari invece tutti gli schieramenti borghesi, in primis UDC (86% di no) e PLR (81%). Altre differenze nella popolazione si notano tenendo conto della provenienza: nella Svizzera tedesca il 65% si oppone, in quella italiana tale tasso cala al 56% e in Romandia conduce di poco (47% a 45%) il sì. In generale, donne e giovani sono più propensi a un'approvazione. Dal lato dei favorevoli, la motivazione più menzionata (69%) è che gli investimenti nelle fonti rinnovabili e nell'efficienza energetica contribuiscono a rafforzare la sicurezza dell'approvvigionamento della Svizzera. Fra i contrari, il 64% crede che le spese previste per il fondo peserebbero troppo sul bilancio della Confederazione.



