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Disabili in azienda: il divario tra teoria e pratica

Nonostante le buone intenzioni, permangano ostacoli significativi come la mancanza di conoscenza, i pregiudizi e un quadro normativo complesso.
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Fonte ats
Disabili in azienda: il divario tra teoria e pratica
Nonostante le buone intenzioni, permangano ostacoli significativi come la mancanza di conoscenza, i pregiudizi e un quadro normativo complesso.

ZURIGO - In Svizzera l'inclusione delle persone con disabilità nel mondo del lavoro è ancora più un principio astratto che una realtà concreta.

A rivelarlo è la Swiss Diversity Inclusione Study 2025, che evidenzia come, nonostante le buone intenzioni, permangano ostacoli significativi come la mancanza di conoscenza, i pregiudizi e un quadro normativo complesso.

Lo studio, giunto alla sua quarta edizione, è stato commissionato dall'associazione Swiss Diversity, supportato dal gruppo energetico BKW e condotto dalla ZHAW, la scuola universitaria professionale di scienze applicate di Zurigo. L'indagine, basata su un sondaggio online rivolto a professionisti DEI (Diversità, Equità e Inclusione), dirigenti, responsabili delle risorse umane e manager della salute, dipinge un quadro in cui le politiche inclusive faticano a tradursi in azioni quotidiane.

I dati raccolti delineano un divario ritenuto preoccupante tra l'enunciazione di principi e la loro attuazione. Le iniziative strategiche a favore dei dipendenti con disabilità si classificano solo dal quarto al sesto posto nelle priorità aziendali, superate da altri temi di diversità e uguaglianza. Inoltre solo il 42% degli intervistati conferma che le politiche di inclusione vengono effettivamente applicate all'interno delle loro organizzazioni.

Quasi la metà dei partecipanti (48%) ammette una carenza di conoscenza riguardo alle capacità e al potenziale delle persone con disabilità. Pregiudizi comuni includono dubbi sulle loro prestazioni lavorative (36%) e timori di un aumento dei rischi di malattia (27%). Appena un terzo (33%) ritiene che le opportunità di carriera siano eque per tutti. Vi sono anche ostacoli normativi: quasi la metà (49%) critica le disposizioni legali.

Una nota positiva emerge per contro dalla percezione di oltre il 70% degli interpellati, secondo cui le loro organizzazioni sono pronte a investire energie e risorse per migliorare l'inclusione. I ricercatori avanzano a questo proposito alcune proposte concrete: in primo luogo si tratta di sensibilizzare e promuovere la formazione interna dei dirigenti e delle risorse umane; secondariamente occorre definire gli obiettivi vincolanti per l'attuazione delle politiche di inclusione; in terzo luogo, occorrono interventi politici per armonizzare il quadro giuridico e semplificare le procedure assicurative.

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