Immobili
Veicoli

SVIZZERAGreenpeace accusa l'industria della carne: «Negli spot? Un mondo fasullo»

18.05.22 - 10:35
L'associazione ambientalista Greenpeace denuncia «le tattiche pubblicitarie sporche» dell'industria della carne
Deposit
SVIZZERA
18.05.22 - 10:35
Greenpeace accusa l'industria della carne: «Negli spot? Un mondo fasullo»
L'associazione ambientalista Greenpeace denuncia «le tattiche pubblicitarie sporche» dell'industria della carne
Per l'Ong è un tema importante, poiché «il consumo di carne causerà il declino della nostra specie (e non solo)».

BERNA - Le grandi corporazioni dell'industria della carne «cercano di influenzare i nostri modelli di consumo attraverso tattiche sporche», ovvero «strategie manipolative praticate attraverso la pubblicità e finanziate dai contribuenti».

È la denuncia che arriva da Greenpeace Svizzera, che afferma come l'industria «stia creando un mondo di fantasia stereotipato attorno al consumo di prodotti animali».  È quanto emerge da uno studio che ha analizzato le campagne pubblicitarie svizzere relative ai prodotti alimentari di origine animale.

Per l'associazione è un fatto particolarmente grave poiché «il consumo eccessivo, in particolare di prodotti di origine animale, contribuisce significativamente al riscaldamento globale, alla deforestazione, all'inquinamento dell'acqua e dell'aria». Insomma, «il consumo di carne causerà il declino della nostra specie e di milioni di altre specie su questo pianeta».

«Un mondo immaginario»
Per promuovere il consumo di prodotti animali - emerge dallo studio - vengono utilizzate diverse strategie di comunicazione e persuasione, quali i metodi cinematografici moderni («che creano un rapporto di familiarità e persino di dipendenza con lo spettatore»), usando distrazioni (tra cui l'umorismo e la stereotipizzazione), per «normalizzare e nascondere le informazioni relative all'origine dei prodotti, al processo di produzione e le questioni culturali ed ecologiche».

«La pubblicità nasconde la morte, lo sfruttamento e il mancato rispetto degli esseri viventi e dell'ambiente», ha spiegato Greenpeace, con «gli allevatori che vengono rappresentati come tradizionalmente altruisti sia nei confronti delle persone che verso i loro animali». «Viene costruito un mondo immaginario attorno al consumo e alla produzione».

Il peso del sistema alimentare svizzero
Per l'Ong ambientalista, «molte persone sembrano ritenere che il sistema alimentare svizzero non ricopra alcun ruolo nella distruzione globale di ecosistemi unici e nella crisi climatica».

Un qualcosa che non quadra: «secondo i modelli dell’Istituto di ricerca per l’Agricoltura Biologica (Forschungsinstitut für biologischen Landbau, FibL), l’agricoltura svizzera ha un impatto nelle emissioni climatiche annuali pari a più di 8,5 milioni di tonnellate di anidride carbonica». La superficie agricola occupa circa il 40% del territorio del paese, e il 75% di questo terreno agricolo «è coltivato in maniera intensiva».

L’allevamento intensivo, per Greenpeace, oltre alla questione sul benessere animale, è preoccupante «per lo stretto rapporto tra la salute umana, animale e ambientale. È stato infatti scientificamente provato che tre quarti delle nuove malattie infettive derivano dalle interazioni uomo-animale».

Greenpeace Svizzera chiede quindi non solo di vietare la pubblicità finanziata dalle tasse, ma anche di proibire la pubblicità dei rivenditori di qualsiasi alimento di origine animale.

NOTIZIE PIÙ LETTE
ULTIME NOTIZIE SVIZZERA