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SVIZZERA
01.12.2021 - 19:450

Opposizione decisa al Covid Pass in ambito familiare

Tra i contrari anche il Ticino, che boccia anche l'idea dei test nelle scuole.

L'Unione svizzera delle arti e mestieri, dal canto suo, dice no al telelavoro generalizzato.

BERNA - L'inasprimento delle misure per contrastare l'aumento dei casi di Coronavirus proposto ieri dal Consiglio federale è stato parzialmente criticato nella consultazione che si conclude stasera. I cantoni Ticino, Berna, Friburgo, Soletta e Zurigo, come pure la Commissione della sanità del Nazionale si sono detti per esempio contrari all'obbligo del certificato Covid in ambito famigliare, mentre i datori di lavoro si oppongono a un obbligo generalizzato del telelavoro.

Nella consultazione durata solo 24 ore uno dei punti più controversi è stato l'uso del certificato Covid nelle riunioni private - in famiglia o tra amici - in spazi chiusi alle quali partecipano più di 10 persone.

I governi ticinese, solettese, friburghese, bernese e zurighese sono contrari all'idea di applicare l'obbligo del certificato negli incontri in ambito famigliare a partire da 11 persone. Sarebbe difficile da controllare, ha sottolineato il presidente del Governo ticinese Manuele Bertoli. Per la Commissione della sanità del Nazionale il certificato dovrebbe essere raccomandato ma non imposto.

Secondo il governo bernese, anziché imporre restrizioni di vasta portata nelle riunioni famigliari o tra amici, bisognerebbe gestire in modo più coerente la protezione delle frontiere, con controlli sistematici in particolare negli aeroporti. L'esecutivo bernese - così quelli di Friburgo, Ginevra, Ticino, Vallese e Vaud - si è detto contrario anche all'obbligo di test ripetitivi nelle scuole. A questa misura il governo ticinese preferisce per esempio l'obbligo delle mascherine in classe a partire già dalla quarta e quinta elementare.

All'opposto del canton Zurigo, quello di Basilea Città invece accoglie in linea di massima tutte le misure proposte dal governo federale, poiché attualmente le considera urgenti e necessarie per delle normative uniformi a livello federale. In particolare, oltre all'estensione dell'obbligo di indossare maschere nei luoghi chiusi, Basilea è favorevole all'obbligo nella ristorazione interna di sedersi per il consumo. In questo ambito il governo basilese vede però la necessita di un programma di aiuti per bar e locali notturni, che sarebbero colpiti in modo molto drastico da tale misura.

No all'obbligo generalizzato di telelavoro

Dal canto loro i datori di lavoro si sono detti contrari alla reintroduzione di un obbligo generalizzato del telelavoro. L'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM) si oppone sia all'obbligo della mascherina per tutti coloro che lavorano negli spazi chiusi, sia l'obbligo generale dell'homeoffice.

Per l'Unione svizzera degli imprenditori (USI), le misure di protezione attualmente in vigore sono sufficienti. L'USI si dice favorevole peraltro a un'estensione dell'obbligo del certificato Covid.

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