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17.01.2021 - 11:070
Aggiornamento : 12:41

Lavoro ridotto, Migros non compensa più i salari

Quel 20% reintegrato a titolo volontario non sarà più versato. Unia: «È indecente».

La misura riguarderà i collaboratori delle 330 strutture per il fitness e il tempo libero, i 1600 dipendenti della Scuola Club Migros e 2600 dipendenti dell'azienda di viaggi Hotelplan.

ZURIGO - Migliaia di dipendenti del gruppo Migros toccati dal lavoro ridotto a causa della pandemia vedranno calare nettamente i soldi in busta paga nelle prossime settimane: contrariamente a quanto fatto nella prima ondata il gigante arancione ha deciso infatti di non versare più a titolo volontario il 20% del salario non corrisposto dalla cassa disoccupazione, che paga l'80%.

«È vero che Migros ha adeguato l'indennità per lavoro ridotto alla copertura prevista dalla legge a partire dal gennaio 2021», afferma il portavoce Marcel Schlatter in dichiarazioni riportare dal SonntagsBlick.

Stando al domenicale la misura riguarderà i collaboratori delle 330 strutture per il fitness e il tempo libero in Svizzera che appartengono al conglomerato Migros, i 1600 dipendenti della Scuola Club Migros e 2600 dipendenti dell'azienda di viaggi Hotelplan.

Ma non è tutto: rischiano lo stesso destino anche il personale della ristorazione Migros e i negozi specializzati chiusi per ordine ufficiale. Tra questi vi sono circa 300 ristoranti e take-away, oltre a un servizio di catering, la catena di elettronica Melectronics, il negozio di mobili Micasa e il negozio di articoli sportivi SportXX.

Il SonntagsBlick mette anche in relazione il cambiamento di approccio nella compensazione del lavoro ridotto con il 2020 finanziariamente di successo appena chiuso da Migros. Le perdite dei negozi specializzati, nel comparto gastronomia, di Hotelplan e nel settore del fitness sono state più che compensate dal boom delle vendite nei supermercati e nel commercio online. «Dal punto di vista economico il 2020 è stato un anno positivo per Migros», aveva detto il CEO Fabrice Zumbrunnen in un'intervista rilasciata già a fine novembre.

Unia: «È indecente» - Per Unia, il fatto che un'impresa come Migros, che sta traendo profitto dalla crisi pandemica, non compensi più il 20% dell'indennità di lavoro ridotto non pagata dalla cassa disoccupazione è «irresponsabile e indecente».

In un comunicato odierno il sindacato parla di «contraddizione incomprensibile»: da un lato il Ceo di Migros, Fabrice Zumbrunnen, si dice contento sui media dei buoni risultati aziendali, dall'altro riduce il salario dei suoi collaboratori che lavorano in regime di disoccupazione parziale a causa del Covid-19.

Le conseguenze sul personale sono gravi, afferma l'organizzazione. Una madre single con un lavoro al 60% come commessa della Migros si dice preoccupata: «Non so come farò a sbarcare il lunario con il 20% di stipendio in meno: ho raggiunto da tempo il limite di quello che posso fare», afferma l'impiegata, citata nella nota.

Secondo Unia la decisione assunta dal più grande datore di lavoro privato del Paese arriva nel momento peggiore. Soprattutto in tempi di crisi è fondamentale che i consumi interni non crollino: in questo ambito i lavoratori con bassi stipendi, che spendono ogni franco della loro busta paga, danno un contributo importante.

Per il sindacato, Migros si sta quindi mostrando di braccino corto nel comparto sbagliato. L'associazione accusa peraltro il gigante del commercio al dettaglio di avere anche concordato per il 2021 aumenti salariali nettamente inferiori alla concorrenza. Intanto nell'online e nei supermercati si è registrato un boom: «È indecente che Migros non distribuisca gli utili realizzati in modo più equo», si legge nel comunicato.

Unia esige che Migros si assuma la propria responsabilità sociale e che continui a pagare al 100% i propri collaboratori che si trovano in lavoro ridotto.

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