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10.01.2021 - 11:410
Aggiornamento : 16:37

«Metà degli hotel e dei ristoranti fallirà senza indennizzi»

GastroSuisse lancia l'ennesimo grido d'allarme per salvare un settore ormai sull'orlo del baratro.

Il presidente Casimir Platzer: «Si rischiano altre decine di migliaia di licenziamenti. Il Consiglio federale abbia il coraggio d'indennizzare il settore».

BERNA - «Entro la fine di marzo la metà degli hotel e dei ristoranti in Svizzera fallirà se non otterrà subito degli indennizzi finanziari». È (l'ennesimo) grido d'allarme lanciato da GastroSuisse per tentare di salvare dal baratro un settore già duramente toccato dall'epidemia. Sì perché a ogni ondata pandemica ne corrisponde una di licenziamenti. La crisi della scorsa primavera aveva infatti già provocato la perdita di numerosi posti di lavoro. E la situazione è ulteriormente peggiorata durante la seconda ondata di novembre-dicembre. Tanto che, secondo un sondaggio condotto su 4'000 strutture, quasi il 60% degli esercizi pubblici che hanno effettuato licenziamenti nel corso dell'anno hanno dovuto farlo di nuovo alla fine del 2020. «Se la Confederazione non interviene subito - insiste il presidente di GastroSuisse Casimir Platzer - l'industria subirà una terza ondata di licenziamenti». E i posti a rischio sarebbero oltre centomila.

La situazione è precipitata nell'ultimo mese con la decisione del Consiglio federale di chiudere i ristoranti. E il prolungamento di questa misura potrebbe rappresentare il capolinea per un'attività su due. «Due ristoranti su tre soffrono di problemi di liquidità a causa della pandemia. L'esistenza di molti di loro è minacciata se non dovessero ricevere un risarcimento finanziario immediato», precisa Platzer. Una minaccia concreta e reale, tanto che alcuni ristoratori e albergatori hanno deciso di ribellarsi alle decisioni governative al grido di #wirmachenauf e di riaprire le proprie attività a partire da domani. Un'iniziativa, questa, da cui GastroSuisse ha subito preso le distanze. «Non abbiamo nulla a che fare con questa azione di disobbedienza civile - nata in Germania e diffusasi in vari Paesi europei - e non sappiamo chi ci sia dietro». Per l'associazione di categoria è «chiaro» che le misure decretate da Confederazione e Cantoni «debbano essere rispettate».

Nel contempo, però, GastroSuisse chiede al Governo di «avere il coraggio» d'indennizzare il settore con versamenti a fondo perso. «Solo questa misura permetterebbe d'evitare un'ecatombe di attività in tutto il Paese», conclude Platzer ricordando che mercoledì prossimo il Consiglio federale deciderà le sorti di tantissimi ristoratori e albergatori e di migliaia di dipendenti che potrebbero perdere il proprio posto di lavoro.

Commenti
 
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Tato50 1 anno fa su tio
@@@ Thomas Nicoletti !!!! Ringraziare a.. chi ? Vai in cure intense o al cimitero e digli che è colpa dei " a giornalisti" se sono li ;-((
Didimon 1 anno fa su tio
Doveva passare solo come lla normale influenza stagionale.. Invece noi l'abbiamo tenuto represso e ora durerà a lungo. Meglio un boom e poi basta che la vita sotto attacco. Psicofisico
Volpino. 1 anno fa su tio
Non capisco perché non hanno ancora dato le istruzioni alla banca nazionale di stampare i soldi.
toro75 1 anno fa su tio
Come minimo l’imposta di circolazione 2021 bisognerebbe abbassarla del 50 %almeno quello lo decide il cantone .
Boris.P 1 anno fa su tio
è una catastrofe si...
Luca 68 1 anno fa su tio
colpa delle mezze misure, sono servite solo a creare problemi e nervosismo, si doveva chiudere tutto a fine ottobre e il governo tirare fuori i soldi per tutti e in fretta, ora è tutto peggio economica e sanità. gli esperti del economica lo avevano già detto a inizio novembre, ma CF non vuole ascoltare Chi ne sa di più, ma solo le lobby economiche e questo è il risultato, non migliora il covid 19 e si peggiora il settore economico.
Boris.P 1 anno fa su tio
io sono del parere che per fare le cose serie bisogna chiudere o tutto o niente. perché se si chiude una certa categorie vuol dire che si formano anche le altre 100 che ci sono indirettamente, e bisogna aiutare subito anche quelle, NON SOLO CHI DICONO LORO
Boris.P 1 anno fa su tio
Buona domenica a tutte e tutti, io faccio parte del trasporto privato con i Bus. Dallo scorso Marzo 2020 la nostra categoria si è totalmente fermata, per colpa della pandemia e delle regole antivirus dettate a suo tempo dalla confederazione abbiamo avuto il 100% delle cancellazioni come gite scolastiche, eventi, concerti, campionato sportivo, pellegrinaggi ed il turismo nazionale ed internazionale. Capisco che la ristorazione è chiusa, ma fino a dicembre hanno potuto lavorare, anche a marzo sempre con l'asporto. Se loro sono in crisi cosa dobbiamo dire noi che da 11 mesi non abbiamo più potuto lavorare??!?!?!?!
Boh! 1 anno fa su tio
...colpa anche dell’egoismo e del completamento irresponsabile di tutti quanti noi.... Basterebbe veramente poco per evitare le chiusure sistematiche. Distanze, igiene, mascherina, limitazione dei contatti inutili.... Basterebbe appunto un comportamento più responsabile.... E invece....
Wunder-Baum 1 anno fa su tio
Se questo veramente succederà, sarà la catastrofe. Penso che nel ns paese possiamo aiutare le aziende (piccole o grande che siano) in difficoltà per la situazione. Bisogna fissare le priorità e gestire bene il denaro. Una cosa che farei e rinegoziare quando ora paghiamo per gli accordi europei, in quanto, vista la situazione, questi soldi occorrono per risolvere i problemi interni in Svizzera ed ora ne stiamo avendo.
seo56 1 anno fa su tio
Ma va! Fregnacce... chi ha voglia di lavorare lo sta facendo. Ieri sono andato a prendere 2 pizze e c’era la fila. In settimana ho sempre ordinato pranzo e cene nei diversi ristoranti che danno take away e non si lamentano... questi sono professionisti gli altri si sanno solo lamentarsi e gli piace essere “mantenuti” e mantenere personale frontaliere..
francox 1 anno fa su tio
Se l'alternativa ai fallimenti dei ristoranti è veder morire i nostri genitori senza nemmeno assistenza medica, anche se triste va bene così. Gli ex lavoratori, anche se non residenti, potranno iscriversi alla disoccupazione, perchè la Svizzera dà questa possibilità. Purtroppo è il minore dei mali.
egi47 1 anno fa su tio
Molti bar e locali gastronomici stanno soffrendo problemi di liquidità e chiedono subito aiuti a Berna — Ma le preoccupazioni dell’industria non sarebbero una novità: secondo un rapporto di GastroSuisse citato dalla «SonntagsZeitung», oltre il 62% delle imprese non era redditizio anche negli anni precedenti l’arrivo della COVID-19
Booble63 1 anno fa su tio
Ha pienamente ragione. La loro situazione è drammatica. Non si capisce perché un ristorante che ha investito miglia di franchi per dotarsi di tutte le misure di sicurezza sia costretto a chiudere quando altri settori possono tenere aperto senza temere nessuna conseguenza. Basta fare un Vitinho negozi, trasporti pubblici, piste da sci.. e ci si rende conto dell’ingiustizia subita da questa categoria. Obbligate a chiudere? Allora pagate, almeno una parte dei costi fissi e garantite la retribuzione del personale, gerente compreso. Non si capisce infatti perché il titolare di un bar obbligato a chiudere per mesi veda solo briciole e oltre alle spese fisse debba farsi carico della parte degli oneri sociali del personale non coperti dalle indennità di lavoro ridotto. Qui il prezzo esagerato di un caffè o di una bottiglia di vino non c’entra. Si gioca sulla vita delle persone e delle loro famiglie.
egi47 1 anno fa su tio
Nessun problema. In ticino le statistiche dicono che abbiamo il doppio degli altri cantoni di Bar e Ristoranti e tanti ristoratori hanno sempre detto che non si guadagna perché hanno le spese troppo alte. Quindi problemi risolti.
Yoebar 1 anno fa su tio
Sarebbe meglio dare i soldi ai ristoratori che fanno girare l’economia invece che a quelle persone che non hanno nulla a che fare con la Svizzera, continuiamo a mantenere i nulla facenti e gli asilanti, a loro non fanno mai mancare nulla e non possono nemmeno essere licenziati visto che non fanno nulla.
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Ultimo aggiornamento: 2022-01-27 13:26:55 | 91.208.130.89