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28.04.2020 - 13:590

Riaprire le frontiere: «Sì, ma bisogna coordinarsi tra tutti gli Stati»

Si procederà a tappe: prima gli Stati Schengen. Ma una data non c'è. Quanto ti pesa non poter uscire dalla Svizzera?

DOGANE CHIUSE

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Questi sondaggi non hanno, ovviamente, un valore statistico. Si tratta di rilevazioni aperte a tutti, non basate su un campione elaborato scientificamente. Hanno quindi l'unico scopo di permettere ai lettori di esprimere la propria opinione sui temi di attualità.

BERNA - Riaprire le frontiere. È uno dei desideri maggior da parte di tante persone in questo momento. Quando si potrà tornare a viaggiare da una nazione all'altra? Per ora non c'è nessuna data, ma oggi la consigliera federale Karin Keller-Sutter ha discusso con i ministri della giustizia e degli affari interni degli Stati Schengen, e tutti hanno evidenziato che è importante un allentamento progressivo dei controlli alle frontiere, ma per farlo bisogna coordinarsi tra tutti gli Stati.  "Gli allentamenti alle frontiere possono essere messi in atto soltanto a tappe" hanno sottolineato i ministri. "Non esiste un approccio generale valido per tutti - è stato spiegato - ed è quindi tanto più importante che gli Stati si coordinino tra di loro. Tutti sono d'accordo che innanzitutto si tratta di riaprire le frontiere interne dell'Europa. Solo in una seconda tappa s'intendono riaprire anche le frontiere esterne di Schengen, per consentire l'entrata di persone provenienti da Stati terzi". Hanno trovato un'intesa sul fatto che  determinati allentamenti possano essere decisi di comune intesa. Domani, nella riunione del Consiglio federale, si discuterà proprio degli elementi cardine di un allentamento graduale delle limitazioni d'entrata, mantenendo tuttavia fino a nuovo ordine i controlli al confine.

Parlando con gli altri ministri europei in videoconferenza la consigliera federale Keller‑Sutter ha fatto sapere che la Svizzera sta attualmente esaminando le possibilità di abrogare gradualmente le limitazioni d'entrata. "È tuttavia chiaro che la protezione della popolazione da un'ulteriore diffusione del coronavirus riveste tuttora la massima priorità" ha aggiunto.

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