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WAKESURF

Passione e adrenalina, per un sogno Mondiale

«Ho avuto paura, coraggio e passione»
Mat Erba
Passione e adrenalina, per un sogno Mondiale
«Ho avuto paura, coraggio e passione»
«Quanto vissuto in Arizona è stato un viaggio dentro me stesso».
SPORT: Risultati e classifiche

LAKE PLEASANT - La bandiera svizzera, quella ticinese nello specifico, ha sventolato ai Mondiali di wakesurf recentemente disputati in Arizona. A tenere alto il buon nome del nostro cantone è stato Mat Erba, riuscito a mettersi al collo la medaglia d’argento tra i semiprofessionisti. E proprio il 39enne locarnese ci ha raccontato la sua avventura a stelle e strisce, cominciata con ambizione, continuata a ritmo di musica e terminata tra gli scintillii di Los Angeles. 

«È stato un viaggio che difficilmente dimenticherò - ha spiegato Mat - Ho visto paesaggi completamente diversi da quelli di casa: cactus alti, distese aride e un sole che bruciava la pelle. Siamo partiti in tre, due svizzeri e un amico belga ma che vive in Svizzera, e prima della gara ci siamo concessi due giorni a Las Vegas dove, tra luci, musica e quell’energia unica che solo lì puoi sentire, ci siamo caricati. Poi ci siamo spostati, direzione Arizona. Abbiamo fatto tanti chilometri con il deserto che scorreva fuori dal finestrino e la testa… alla gara, ai Mondiali CWSA di Wakesurf, sul Lake Pleasant. Quest’anno ho gareggiato nella categoria Semiprofessionista, un livello più alto rispetto all’anno scorso. E lì mi sono scontrato con atleti più forti e ho affrontato onde più impegnative. E l’adrenalina? Il livello non è mai sceso».

In queste competizioni, oltre al risultato conta molto il cameratismo.
«Eravamo un gruppo unito, abbiamo legato molto con i francesi e i tedeschi e, tra allenamenti, risate e ansia, quei giorni sono volati. Le emozioni? Difficile spiegarle: sono passato dal nervosismo alla gioia più pura quando ho visto il risultato finale. Un incredibile secondo posto. Quanto fatto è stato possibile anche grazie al grande sostegno da parte di mia mamma, mio fratello e dei miei amici, che nonostante il fuso orario hanno seguito la gara in diretta. E sapere che mi stavano guardando mi ha dato una forza incredibile. Quanto vissuto in Arizona è stato più di una competizione: è stato un viaggio dentro me stesso. Ho avuto paura, coraggio e passione. E tutto per lo sport che amo».

Finito di faticare…
«È arrivato il tempo del relax: negli ultimi giorni ci siamo infatti spostati a Los Angeles dove abbiamo staccato completamente la spina. Ci voleva, dopo una stagione lunga e piena di emozioni e soddisfazioni, una stagione nella quale mi sono anche laureato vicecampione nazionale e campione europeo».

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