Gerrard sul caso City: «Serve una sanzione su più anni»

L'ex campione del Liverpool, che in carriera non ha mai vinto la Premier, si è espresso su quanto "combinato" sistematicamente per nove anni dai rivali del City
L'ex campione del Liverpool, che in carriera non ha mai vinto la Premier, si è espresso su quanto "combinato" sistematicamente per nove anni dai rivali del City
LIVERPOOL - Steven Gerrard non usa mezzi termini sul caso che coinvolge il Manchester City, accusato di aver aggirato sistematicamente le regole del Fair Play Finanziario tra il 2009 e il 2018 e ritenuto colpevole per oltre 100 irregolarità. «Non vorrei che i singoli giocatori dovessero restituire qualcosa, non sarebbe giusto - ha detto il 46enne a Overlap Podcast - Bisogna però dare un segnale, anche dal punto di vista storico, magari mettendo un asterisco accanto a tutti i successi ottenuti in quegli anni. Perché a quel punto non importa nemmeno se i titoli vengono revocati oppure no: non appena compare quell'asterisco, tutti sanno che quelle vittorie sono arrivate per via di ciò che tutti sappiamo essere accaduto».
Una retrocessione? Non è questa la soluzione, secondo Gerrard. I Citizens, infatti, otterrebbero quasi certamente la promozione già l'anno successivo, finendo per penalizzare le squadre di Championship. L'ex centrocampista propone invece sanzioni più durature: «Penso piuttosto che, guardando al futuro, bisognerebbe punirli in Premier League per un certo periodo di tempo, con una sanzione distribuita su più anni. Questa è la mia opinione. Non dico che sia quella giusta, ma è semplicemente ciò che penso. Credo che servano un blocco del mercato, una penalizzazione di punti distribuita su più anni e che debbano soffrire come hanno fatto soffrire tutti gli altri durante i nove, dieci anni in cui hanno commesso queste violazioni».
Gerrard, che in carriera non ha mai conquistato la Premier League, non vorrebbe comunque vincerne una "a tavolino": «Non sono il tipo da accettare una medaglia della Premier League, né da desiderarne una come la loro. Ho accettato il fatto di non aver mai vinto il campionato inglese».




