Il Lago Maggiore deve tornare a essere un sistema unico di trasporti e sviluppo

Antonio Leucci - Presidente Associazione Verbano 26
Quando abbiamo avviato il percorso di Verbano 26 non l’abbiamo fatto con l’idea di organizzare una semplice celebrazione storica ma con una visione molto più ampia legata al futuro del Lago Maggiore e alla necessità di riportarlo al centro di una strategia condivisa capace di valorizzarne l’identità e rilanciarlo come sistema territoriale unico.
Il Lago Maggiore non è soltanto un elemento paesaggistico o un confine geografico ma è sempre stato una vera infrastruttura naturale capace di unire comunità economie e culture tra Italia e Svizzera per secoli ha rappresentato un sistema di collegamento reale fatto di navigazione scambi mobilità e lavoro.
Oggi credo sia necessario fare un passo in avanti e immaginare il Lago Maggiore come un unico grande sistema integrato di trasporti e sviluppo territoriale capace di mettere in relazione in modo stabile e coordinato province regioni e Cantone.
Il tema centrale non riguarda più soltanto la singola modalità di trasporto ma la connessione tra tutte le modalità di mobilità esistenti navigazione ferrovia e trasporto su gomma devono diventare parti di un unico ecosistema funzionale oggi questi sistemi esistono ma troppo spesso sono separati non comunicano tra loro e non offrono un’esperienza coerente a chi vive o visita il territorio.
Il futuro del Lago Maggiore passa invece dalla costruzione di una vera integrazione transfrontaliera dove Italia e Svizzera collaborano in modo strutturato per rendere il lago più accessibile più efficiente e più attrattivo.
Un sistema integrato di trasporti sul Verbano significherebbe maggiore coordinamento tra treni autobus e navigazione collegamenti più fluidi tra le due sponde interscambi semplici ed efficienti nei principali nodi maggiore continuità tra mobilità quotidiana e turismo valorizzazione dei porti come hub territoriali e una visione comune tra province regioni e Cantone.
Non si tratta soltanto di migliorare i servizi esistenti ma di costruire una vera infrastruttura territoriale condivisa capace di rafforzare la coesione del lago e renderlo competitivo a livello internazionale.
Con Verbano 26 abbiamo cercato di contribuire a questa riflessione partendo dalla storia della navigazione per arrivare a una visione più ampia del futuro del territorio le iniziative culturali le crociere tematiche gli eventi storici e il coinvolgimento delle comunità non sono solo celebrazioni ma strumenti per stimolare un dibattito sul ruolo del Lago Maggiore nei prossimi decenni.
Anche il francobollo commemorativo dedicato ai 200 anni della navigazione si inserisce in questa logica non come semplice omaggio al passato ma come segno simbolico di un’identità che continua a evolversi.
Il Lago Maggiore ha tutte le caratteristiche per diventare un modello europeo di integrazione territoriale e di mobilità sostenibile la sua posizione transfrontaliera la rete di città e paesi e la presenza di tre sistemi istituzionali diversi ma complementari rappresentano una grande opportunità se messi in relazione tra loro.
L’obiettivo deve essere quello di rendere il Lago Maggiore un territorio attrattivo non solo per il turismo ma anche per chi lo vive ogni giorno un luogo dove spostarsi sia semplice dove i collegamenti siano pensati in modo integrato e dove la mobilità diventi un elemento di qualità della vita. Il futuro del Verbano non può più essere affrontato per compartimenti separati serve una visione comune tra Italia e Svizzera tra regioni province e Cantone capace di costruire un sistema coerente e funzionale.
Il bicentenario della navigazione deve rappresentare il punto di partenza di questo cambiamento un’occasione per trasformare il Lago Maggiore da somma di sistemi distinti a un’unica infrastruttura territoriale integrata moderna e attrattiva capace di generare sviluppo lavoro e identità condivisa.



