Votazioni del 14 giugno: le indicazioni della Società svizzera impresari costruttori Sezione Ticino

Società svizzera impresari costruttori sezione Ticino
L’Ufficio presidenziale della Società Svizzera Impresari Costruttori Sezione Ticino (SSIC TI) invita a votare NO all’iniziativa popolare legislativa generica “Per il rimborso delle cure dentarie”, SÌ all’iniziativa popolare costituzionale elaborata “Sì alla neutralizzazione dell’aumento dei valori di stima” e NO all’iniziativa popolare federale “No a una Svizzera da 10 milioni! (Iniziativa per la sostenibilità)”, sottoposte al voto popolare il 14 giugno 2026.
L’iniziativa sulle cure dentarie propone una nuova assicurazione cantonale obbligatoria, finanziata anche tramite contributi a carico di lavoratrici e lavoratori, datrici e datori di lavoro e Cantone. Secondo l’opuscolo informativo cantonale, i costi potrebbero arrivare fino a 150 milioni di franchi all’anno, con un contributo complessivo fino allo 0,8% del salario. Per la SSIC TI si tratterebbe di un nuovo prelievo sul lavoro, in un momento già difficile per imprese e lavoratori. Le situazioni di bisogno vanno sostenute con strumenti mirati, non con una nuova assicurazione generalizzata e ulteriore burocrazia. Per queste ragioni, la SSIC TI raccomanda di votare NO.
La SSIC TI invita invece a votare SÌ all’iniziativa sulla neutralizzazione dell’aumento dei valori di stima. Il principio è semplice: la revisione delle stime immobiliari non deve comportare automaticamente, nel complesso, un aumento del gettito fiscale né una riduzione di prestazioni, aiuti e sussidi sociali. Senza correttivi, l’impatto complessivo potrebbe superare i 430 milioni di franchi all’anno. Per cittadini, famiglie, proprietari, inquilini e imprese è fondamentale evitare automatismi e garantire stabilità, prevedibilità e proporzionalità.
La SSIC TI raccomanda infine di votare NO all’iniziativa federale “No a una Svizzera da 10 milioni!”, seguendo la posizione della Sede centrale della Società Svizzera degli Impresari Costruttori. L’iniziativa introdurrebbe un rigido tetto demografico e, di fatto, un ritorno a contingenti e numeri massimi per l’immigrazione. Ciò renderebbe più difficile reclutare manodopera qualificata, proprio in un settore già confrontato con una forte carenza di personale. In Ticino, inoltre, il rischio sarebbe quello di aumentare ulteriormente il ricorso ai frontalieri, con conseguenze su traffico e infrastrutture. La SSIC TI ritiene che i problemi di alloggi, mobilità e infrastrutture vadano affrontati con investimenti, procedure più rapide e personale sufficiente, non bloccando il reclutamento.



