5 motivi economici per votare SÌ all’iniziativa “No a una Svizzera da 10 milioni”

Nicolò Ghielmini, Presidente Giovani UDC Ticino
La sostenibilità economica di lungo periodo richiede un modello di crescita fondato sulla produttività, sull’innovazione e sull’efficienza, non sull’espansione demografica continua. L’iniziativa “No a una Svizzera da 10 milioni (Iniziativa per la sostenibilità)” si inserisce in questa logica: orientare il nostro Paese verso una crescita qualitativa. Di seguito sono presentati 5 motivi economici che spiegano perché votare SÌ rappresenta una scelta coerente con un modello di sviluppo più solido e sostenibile.
1. Più popolazione non significa automaticamente più benessere pro capite
L’aumento della popolazione accresce il PIL totale, ma non garantisce un miglioramento del PIL pro capite, l’indicatore centrale del benessere economico. Negli ultimi anni, il PIL pro capite in Svizzera è cresciuto poco, nonostante un forte aumento della popolazione residente. Questo evidenzia che la crescita demografica non si è tradotta in un miglioramento proporzionale del benessere individuale.
La crescita del reddito pro capite dipende da produttività, innovazione, qualità delle istituzioni e organizzazione del lavoro. Quando la popolazione cresce più rapidamente della produttività, il risultato è un Paese più grande ma non più prospero.
2. Meno pressione verso l'innovazione e la produttività
Quando la manodopera è facilmente reperibile grazie a una migrazione non controllata, viene meno la necessità di colmare i colli di bottiglia aziendali migliorando l’efficienza dei processi. In queste condizioni, il sistema economico tende a rinviare interventi più impegnativi, come la digitalizzazione, l’automazione di attività, la riorganizzazione del lavoro e il rafforzamento della formazione del personale.
Ne deriva un rallentamento della crescita della produttività, che rappresenta la principale fonte di aumento del benessere economico nel lungo periodo.
3. Un fabbisogno di manodopera autoindotto
L’immigrazione contribuisce a ridurre i colli di bottiglia nel mercato del lavoro, ma allo stesso tempo genera nuova domanda: più abitanti richiedono più servizi, più logistica, più sanità, più trasporti, più amministrazione. Un elemento rilevante che si aggiunge, è che solo circa la metà delle persone che arrivano in Svizzera svolge un’attività lavorativa. L’altra metà è composta da persone non attive (ricongiungimenti familiari, studenti, richiedenti asilo, pensionati). Una parte significativa della crescita demografica non contribuisce direttamente all’offerta di lavoro, pur aumentando la domanda di servizi e quindi il fabbisogno di personale.
Il risultato è un fabbisogno di manodopera autoindotto dal modello stesso di crescita, creando dipendenza da nuova immigrazione.
4. Le “spese di riempimento” di un modello che rincorre la crescita
Quando la popolazione cresce, una parte degli investimenti pubblici e privati è destinata a rafforzare capacità e infrastrutture esistenti: abitazioni, scuole, ospedali, reti di trasporto, impianti di depurazione. Questi investimenti servono principalmente a mantenere il livello di qualità dei servizi esistenti per una popolazione più numerosa, senza generare aumenti di qualità e produttività. Si tratta quindi di costi, che assorbono risorse altrimenti destinabili a innovazione, digitalizzazione e modernizzazione.
5. Costi marginali crescenti in un territorio già saturo
In Svizzera, ogni nuovo abitante comporta costi marginali crescenti per infrastrutture, servizi e alloggi. Il territorio è limitato da vincoli geografici e ambientali, e già densamente utilizzato. Quando lo spazio a disposizione è scarso, non è più possibile costruire nuove infrastrutture o nuovi quartieri in aree inutilizzate: occorre quindi potenziare e densificare ciò che già esiste, spesso in contesti urbani complessi.
L’ampliamento di linee ferroviarie, ospedali, nodi stradali e la creazione di nuovi alloggi richiede gallerie, sopraelevazioni, cantieri sotterranei, demolizioni, ricostruzioni e misure di mitigazione ambientale, generando costi molto elevati. Le soluzioni diventano sempre più tecniche, più costose e più lente. Si manifestano così diseconomie di scala: oltre una certa soglia, ogni persona aggiuntiva costa più della precedente.
Conclusione
Il modello di crescita basato sull’espansione demografica presenta costi crescenti e benefici decrescenti. Per orientare la Svizzera verso una crescita fondata su produttività, innovazione e migliore formazione è coerente votare SÌ all’iniziativa “No a una Svizzera da 10 milioni (Iniziativa per la sostenibilità)”.



