10 milioni: un minestrone di contraddizioni

Matteo Buzzi, deputato in Gran Consiglio Verdi, Locarno
10 milioni: un minestrone di contraddizioni
La crescita della popolazione in Svizzera negli ultimi decenni è dovuta per ca. l’80% alla forza lavoro chiamata dall’economia e dai servizi pubblici (incluso il ricongiungimento famigliare), per ca. il 15% a studenti o altre persone senza attività lucrativa e per ca. il 5% ai richiedenti d’asilo.
Gran parte dell’aumento della popolazione è quindi da ricondurre ai bisogni delle aziende che creano posti di lavoro in un contesto di crescita economica. Le nuove aziende sono attirate in particolare da una fiscalità molto favorevole. Ecco l`aperitivo, la prima evidente contraddizione UDC legata alla sua iniziativa: da un lato vuole limitare la popolazione ad un massimo di 10 milioni e dall’altro con la sua politica fiscale e il suo credo nella crescita economica neoliberista vuole attrarre nuove aziende e quindi richiamare dall’estero forza lavoro. Senza una profonda rimodulazione della fiscalità su base qualitativa e un orientamento della crescita economica, in un contesto di crescita della popolazione mondiale sarà praticamente impossibile ridurre l`aumento della popolazione svizzera. La probabile reintroduzione del disumano statuto dello stagionale, che impediva ai lavoratori e alle lavoratrici di ricongiungersi con i loro famigliari, potrà aiutare a limitare la crescita solo temporaneamente, rischiando però di penalizzare fortemente l`attrattività per quelle figure professionali assolutamente necessarie (pensiamo ad esempio nel settore ospedaliero).
Ma il minestrone di argomenti in brodo contraddittorio non finisce qui. L`UDC negli ultimi decenni più che per una politica della sostenibilità si è infatti distinto per aver bocciato quasi tutte le proposte per migliorare la qualità di vita (pensiamo solo ad inquinamento e rumore), per ridurre il tasso di cementificazione con una incisiva pianificazione e protezione del territorio, per promuovere una vera mobilità sostenibile che possa ridurre il traffico, per orientare la politica energetica verso più efficienza e rinnovabile e per una politica degli alloggi a pigione moderata. Che ora riprenda queste problematiche asserendo che la sua iniziativa ne sia una risposta ha il gusto di una presa in giro. Proprio seguendo le ricette UDC, anche con solo 9 milioni di abitanti, queste problematiche sarebbero ulteriormente peggiorate. Se poi infine UDC e LEGA aggiungono sul minestrone pure i crostini croccanti fuori ma ammuffiti dentro, affermando che l`iniziativa avrebbe effetti positivi in Ticino quando da noi la popolazione è praticamente stabile o solo leggermente in crescita e sottacendo il dato di fatto che una volta raggiunto il limite ad aumentare sarà il numero di frontalieri (non toccati dall’iniziativa), la cena indigesta è servita. Evitiamo il mal di pancia e votiamo un chiaro No.
Matteo Buzzi, deputato in Gran Consiglio Verdi, Locarno



