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L'OSPITE
15.03.2021 - 10:180

AVS21 un boomerang per le future generazioni

Quattro giovani liberali si interrogano sul futuro del primo pilastro in Svizzera e…

In pochi casi l’espressione “l’elefante nella stanza” calza a pennello come in questo. È il problema in cima alla lista delle preoccupazioni degli Svizzeri da anni, sappiamo da decenni che stiamo per schiantarci contro un muro eppure il Parlamento non è mai stato in grado di proporre una vera riforma. Stiamo parlando del grave stato finanziario dell’AVS e del rischio che le generazioni future ereditino solo debiti anziché una giusta rendita quando andranno in pensione. Se non si fa niente, nel 2045 si prevede che il fondo AVS sia in rosso di 200 miliardi, il corrispondente di 16 gallerie di base del Gottardo.

Il progetto di riforma AVS21 attualmente in discussione al Consiglio degli Stati non solo manca ancora una volta l’occasione di proporre una vera riforma che risolva il problema a lungo termine, ma rischia di trasformarsi in un boomerang molto pericoloso per i giovani. Come dichiara il Consiglio federale stesso, la riforma prevede una riduzione della spesa di appena 0.05 % e inciderà fortemente nelle tasche dei cittadini con un aumento di 0.7% dell’IVA. È irresponsabile nascondere la polvere sotto il tappeto e non salvare il pilastro principale dello stato sociale svizzero.

Cosa si può fare allora per salvare le nostre pensioni? I Giovani liberali radicali hanno lanciato un’iniziativa che prevede in un primo momento l’aumento dell’età di pensionamento a 66 anni e in un secondo un meccanismo che leghi questa età alla speranza di vita.

Se nel 1948 quando è stata introdotta l’AVS si viveva in media fino a 68 anni, oggi questa cifra è salita a 83. La proporzione tra popolazione attiva e pensionati è sempre più ridotta. È utopico pensare di poter continuare a invecchiare e allo stesso tempo smettere di lavorare come prima della guerra fredda. È molto meglio agire ora con misure meno severe che aspettare di cadere nel profondo buco finanziario e dover correre ai ripari con misure più incisive. Questo lo abbiamo imparato di sicuro bene durante l’anno di pandemia. L’iniziativa propone una vera riforma che renda il primo pilastro finanziariamente sostenibile a lungo termine. Dobbiamo essere consapevoli che ognuno dovrà fare dei sacrifici ma il peso deve essere sopportato da tutti e non ricadere solo sulle spalle delle prossime generazioni.

Non sarà una rivoluzione. Alcuni settori consentono già ai dipendenti di andare in pensione anticipata. E questo continuerà ad essere possibile. Anche senza un accordo con il datore di lavoro, uomini e donne potranno anticipare la pensione di uno o due anni. Come oggi, spetta alle parti sociali (datori di lavoro e sindacati) trovare soluzioni adeguate ai settori e alle difficoltà della professione, con particolare attenzione a chi svolge lavori particolarmente logoranti.

Invece di mini riforme che si limitano a rimandare il problema a spese dei cittadini, urge oggi una riforma responsabile per non lasciare alle prossime generazioni un sistema pensionistico in cocci.

Daniel Mitric, Presidente GLRT

Fabio Käppeli, Membro del Comitato d’iniziativa

Alessio Mina, vicepresidente GLRT

Andrea Nava, Segretario cantonale PLR

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