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L'OSPITE
09.04.2020 - 17:450

Vacanze forzate al posto dell'indennità perdita di guadagno?

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Nuovo abuso, questa volta nel settore pubblico. Alcuni enti pubblici (per ora a nostra conoscenza la Città di Bellinzona e almeno un istituto della SUPSI) stanno chiedendo, in modo perentorio o con un invito edulcorato, ai loro dipendenti di rimanere a casa in vacanza durante il periodo delle vacanze scolastiche di Pasqua, in particolare nei quattro giorni feriali dal 14 al 17 aprile. Il Municipio di Bellinzona ha offerto, a chi non volesse far vacanza, la possibilità di essere affidato a uno dei servizi essenziali. Ve li immaginate i dipendenti ammucchiati in un ufficio a espletare compiti essenziali, nel caso in cui nessuno volesse accettare l'invito? Nella situazione in cui ci troviamo quattro giorni di vacanza possono anche sembrare pochi, ma ciò non giustifica una misura illegale, considerato anche che in tale situazione i datori di lavoro sono coperti dall'indennità perdita di guadagno (IPG), e in futuro questi giorni potrebbero venir compensati con straordinari che verosimilmente potrebbero essere necessari nel post emergenza.

Il datore di lavoro non può imporre una pianificazione delle vacanze per far fronte alla pandemia. I lavoratori hanno il diritto di essere informati con sufficiente anticipo in merito alla data delle rispettive vacanze (in generale è previsto un termine di tre mesi). In casi particolari è possibile accorciare questo temine, ma lo scopo delle vacanze non è quello di compensare eventuali perdite produttive. Inoltre, anche se la legge da la facoltà alle imprese/aziende di stabilire le vacanze aziendali, quest'ultime devono tuttavia consultare i loro dipendenti e tenere in considerazione le loro esigenze.

In questo periodo, dove stiamo chiedendo al settore privato uno sforzo non indifferente per far fronte all'emergenza sanitaria nel migliore dei modo, non ci sembra opportuno che proprio il settore pubblico, che dovrebbe essere da esempio, agisca nell'illegalità nei confronti dei suoi dipendenti. Chiediamo pertanto che tutti gli enti pubblici e privati (compresi quelli di cui non ne siamo a conoscenza) rivedano l'imposizione delle vacanze, in particolare nel periodo compreso tra il 14 e il 17 aprile 2020.

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