Donne incinte a Minneapolis saltano i controlli per paura dell'ICE

La presenza di agenti nei pressi di cliniche e centri sanitari sta spingendo le donne incinte senza documenti ad una scelta drammatica.
NEW YORK - Gli operatori sanitari a Minneapolis e in tutto il Minnesota hanno segnalato la presenza di agenti dell'Immigration and Customs Enforcement (ICE) nei pressi di cliniche e centri sanitari, e questo sta spingendo le donne incinte senza documenti ad una scelta drammatica, rinunciando alle visite mediche e rivedendo i propri piani di parto per il terrore di essere fermate.
Mentre gli arresti continuano in tutto lo Stato, le future mamme hanno paura di recarsi agli appuntamenti di controllo, con medici e ostetriche, come riporta il "New York Times", che hanno segnalato avvistamenti di agenti dell'ICE in almeno undici strutture nell'ultimo mese.
Secondo loro la paura di essere arrestate o deportate sta portando alcune donne a scegliere controlli a distanza o ad evitare del tutto l'assistenza sanitaria, con seri rischi soprattutto per le gravidanze più complesse. Gli operatori sanitari avvertono inoltre che parti non assistiti o improvvisati possono avere conseguenze gravi e irreversibili.
Una politica introdotta nel 2021 limita la detenzione delle donne incinte, ma il Dipartimento per la sicurezza interna guidato da Kristi Noem ha confermato almeno due casi di fermo nell'ultimo periodo, sostenendo che si tratta di situazioni "molto rare".



