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UNIONE EUROPEA

Ingressi irregolari: «Diminuiti del 26%»

Le cifre di Frontex per il 2025: 178mila persone, il totale più basso dal 2021
Imago
Fonte ats
Ingressi irregolari: «Diminuiti del 26%»
Le cifre di Frontex per il 2025: 178mila persone, il totale più basso dal 2021

BRUXELLES - Gli ingressi irregolari nell'Unione europea sono diminuiti del 26% nel 2025, scendendo a quasi 178.000, secondo i dati consolidati diffusi da Frontex, l'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera.

Si tratta di meno della metà del totale registrato nel 2023 e del livello più basso dal 2021. Il Mediterraneo centrale è rimasto la rotta migratoria più attiva verso l'Ue. Tra gennaio e dicembre sono stati rilevati oltre 66.328 arrivi, un dato sostanzialmente stabile rispetto allo stesso periodo del 2024 (-1%). Le partenze dalla Libia sono rimaste un fattore chiave nel determinare i movimenti verso l'Italia.

Forti cali si sono registrati sulla rotta dell'Africa occidentale (-63%) e su quella dei Balcani occidentali (-42%). In controtendenza la rotta del Mediterraneo occidentale, dove gli attraversamenti irregolari sono aumentati del 14%, un aumento legato principalmente alle maggiori partenze dall'Algeria.

Nel Mediterraneo orientale gli ingressi irregolari sono diminuiti del 27%, attestandosi a quasi 51.399. All'interno di questa rotta, un corridoio si è distinto: gli attraversamenti dalla Libia orientale all'isola di Creta sono più che triplicati, a dimostrazione, osserva Frontex, di come la pressione possa cambiare rapidamente anche quando il quadro regionale più ampio indica una diminuzione.

I tentativi rilevati di uscita verso il Regno Unito attraverso la Manica, che includono sia coloro che hanno raggiunto il Regno Unito sia coloro a cui è stato impedito di partire, sono rimasti più o meno in linea con il 2024. Le nazionalità più frequentemente segnalate alle frontiere esterne dell'Ue sono bengalese, egiziana e afghana.

La situazione rimane incerta
Frontex sottolinea il suo ruolo di supporto alle autorità nazionali per la sorveglianza delle frontiere esterne. Anche la cooperazione con i paesi partner al di fuori dell'Ue, si legge nella nota, svolge un ruolo importante, in particolare nei Balcani occidentali, dove una più stretta cooperazione operativa ha contribuito a ridurre la pressione e a smantellare le reti di trafficanti.

Nel complesso, la diminuzione rappresenta uno sviluppo significativo, evidenzia l'Agenzia Ue, avvertendo tuttavia che la situazione ai confini europei rimane incerta. Il 2026 sarà un anno cruciale per la gestione delle frontiere europee, con l'entrata in vigore del Patto Ue su migrazione e asilo a cui si accompagneranno altri cambiamenti come la piena attuazione del sistema di ingressi/uscite (Ees) e il lancio previsto del sistema europeo di informazione e autorizzazione ai viaggi (Etias).

"La tendenza si sta muovendo nella giusta direzione, ma i rischi non scompaiono", ha dichiarato il direttore esecutivo di Frontex, Hans Leijtens. "Questo calo dimostra che la cooperazione può dare risultati. Non è un invito ad allentare la presa. La nostra responsabilità è rimanere vigili, supportare gli Stati membri sul campo e garantire che l'Europa sia pronta ad affrontare le nuove sfide ai suoi confini", ha aggiunto Leijtens.

Nonostante la flessione complessiva dei flussi, il bilancio umano resta grave: Frontex ricorda che secondo l'Organizzazione internazionale per le migrazioni, almeno 1.878 persone hanno perso la vita nel tentativo di attraversare il Mediterraneo nel 2025.

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