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VALLESE

Jacques Moretti resta dietro le sbarre: confermato il carcere preventivo per tre mesi

Il gerente del Constellation di Crans-Montana non tornerà in libertà. Lo ha confermato il Tribunale delle misure coercitive.
AFP
Fonte Ats
Jacques Moretti resta dietro le sbarre: confermato il carcere preventivo per tre mesi
Il gerente del Constellation di Crans-Montana non tornerà in libertà. Lo ha confermato il Tribunale delle misure coercitive.

CRANS-MONTANA - Il Tribunale delle misure coercitive del Vallese ha ordinato oggi la detenzione preventiva di Jacques Moretti, gestore del bar "Le Constellation" di Crans-Montana e teatro della tragedia avvenuta la notte di Capodanno.

Permane il pericolo di fuga - In una nota, la Corte ha spiegato che è stata per il momento disposta una custodia cautelare di tre mesi. Il Tribunale ha così dato seguito alla richiesta emessa venerdì dal Ministero pubblico a seguito dell'interrogatorio dei coniugi Moretti. Tra le motivazioni viene citato il pericolo di fuga, come sottolineato precedentemente dalla magistratura.

Per ora «deve prevalere la privazione della libertà» - Il Tribunale delle misure coercitive ha dichiarato di essere «disposto a revocare la detenzione preventiva a fronte di diverse misure richieste in via subordinata dal Ministero pubblico, tra cui in particolare il versamento di garanzie, misure che appaiono adeguate a contrastare il rischio di fuga. Poiché la determinazione delle garanzie richiede un'istruttoria approfondita, nel frattempo deve prevalere la privazione della libertà», si legge.

Tra le misure alternative a disposizione della giustizia e che rientrano nella categoria delle suddette garanzie, ad esempio, l'applicazione di un braccialetto elettronico, l'obbligo di presentarsi presso un posto di polizia una o più volte alla settimana - come nel caso dell'altra titolare e coniuge Jessica Moretti - oppure il ritiro del passaporto.

I giudici ricordano «che la detenzione preventiva è una detenzione di natura procedurale, destinata unicamente a garantire il corretto svolgimento dell'istruttoria». «Il Tribunale delle misure coercitive del Canton Vallese ha valutato in modo corretto l'impegno incondizionato di Jessica Moretti e di suo marito a non volersi sottrarre a questa prova giudiziaria che affronteranno insieme», hanno dichiarato Yaël Hayat e Nicola Meier, due dei legali della coppia francese.

Dal canto suo Sébastien Fanti, avvocato di sette vittime di origini francesi, italiane e svizzere, si è detto invece solo «parzialmente soddisfatto della convalida della detenzione preventiva del solo gestore", aggiungendo che "ognuno dovrà fare i conti con la propria coscienza». Per Jacques Moretti vale la presunzione d'innocenza. La procuratrice vallesana Beatrice Pilloud non ha commentato la decisione.

Moretti, lo ricordiamo, è stato arrestato venerdì al termine di un interrogatorio svoltosi presso il palazzo di giustizia. La procura, infatti, aveva ritenuto che ci fosse un concreto rischio di fuga. Per la moglie Jessica sono invece state ordinate misure alternative alla detenzione, ovvero il braccialetto elettronico e una visita ogni tre giorni al posto di polizia.

I due coniugi risultano indagati per omicidio colposo, lesioni colpose e incendio colposo in seguito al rogo che ha portato alla morte 40 persone, di cui molti minorenni, e al ferimento di 116 persone.

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