Le compresse di iodio? Le paghino le centrali nucleari

Modifiche alla legge sulla radioprotezione: chi causa contaminazione radioattiva dovrà farsi carico dei costi, con alcune eccezioni per il radon e le multe per negligenza.
Modifiche alla legge sulla radioprotezione: chi causa contaminazione radioattiva dovrà farsi carico dei costi, con alcune eccezioni per il radon e le multe per negligenza.
BERNA - I gestori delle centrali nucleari dovrebbero essere tenuti per legge ad assumere le spese per la distribuzione delle compresse allo iodio nel raggio di 50 chilometri. Ne è convinto il Consiglio degli Stati che ha adottato - 43 voti a 1 - la modifica della legge sulla radioprotezione (LRaP) voluta dal Governo. Il dossier ritorna al Nazionale per alcune divergenze.
La modifica legislativa si è resa necessaria in seguito a una sentenza del Tribunale federale. Il principio di causalità sancito nella LRaP è stato infatti precisato in modo che le spese per i provvedimenti di radioprotezione vengano addebitate a chi li rende necessari.
Per quanto riguarda le spese per la distribuzione delle compresse allo iodio, il Consiglio federale ha stabilito che nel raggio di 50 chilometri attorno a un impianto atomico gli esercenti siano tenuti ad accollarsi la totalità dei costi. Oltre questo limite le spese sono assunte per metà dai gestori delle centrali nucleari e per metà da Confederazione, Cantoni e Comuni.
Siti contaminati - Un'altra modifica prevede che le spese per i provvedimenti di risanamento di siti radiologicamente contaminati siano assunte in primo luogo da chi li rende necessari e in secondo luogo dai detentori dei siti. Questa disposizione si applica ad esempio alle contaminazioni sorte in seguito all'impiego di pittura luminescente contenente radio nell'industria orologiera. La Confederazione assume le spese soltanto nei casi in cui i responsabili non possano più essere individuati o siano insolventi. Lo stesso vale per lo smaltimento di scorie radioattive.
Diversamente dal Nazionale, però, per quanto riguarda l’ispezione e il risanamento di siti e beni immobili contaminati dal radon gli Stati non vogliono una nuova base legale che determini i valori limite di questo gas nonché l’assunzione delle spese per i provvedimenti di risanamento, ma preferiscono rimanere alla prassi attuale a livello di ordinanza.
Inoltre, nonostante l'opposizione del campo rosso-verde e della "ministra" della sanità, Elisabeth Baume-Schneider, il plenum ha stabilito che le contravvenzioni commesse per negligenza secondo la legge sulla radioprotezione non debbano più venir punite (il progetto di legge prevede fino a 20 mila franchi di multa - 40 mila se intenzionalmente -, ma anche l'esonero per i casi di poca importanza. n.d.r.).




