Airbnb, non è una questione privata: quasi tutto in mano a società

Si muove la politica: proposte per affitti non oltre i 90 giorni all'anno.
ZURIGO - Solo un terzo in mano a privati e tutto il resto a professionisti e società. Stiamo parlando di Airbnb e se ne è accorta anche la politica. Che vuole correre ai ripari, come sembra da un articolo del Tages-Anzeiger.
Il Consigliere nazionale del PS Benoît intende presentare una mozione che prevede che le abitazioni «possano essere subaffittate tramite piattaforme per un massimo di 90 giorni all'anno». La questione - non più privata - è nota: la sottrazione di spazio abitativo ai residenti.
Gaillard chiede al Consiglio federale di creare le basi legali per l'introduzione di una norma che ponga un freno a piattaforme come Airbnb, così da azzerare la convenienza di affitti di questo genere e riequilibrare il mercato delle locazioni più a favore dei locali e con contratti a lungo termine ad affittuari regolari.
Da Airbnb - da tempo sotto il fuoco delle critiche - ribadiscono che «la maggior parte dei suoi utenti continuano ad essere persone che subaffittano la propria casa sulla piattaforma, anche in Svizzera» si legge sul quotidiano zurighese.
La mozione di Gaillard è nata da una risposta che il Consiglio federale aveva dato al consigliere socialista e dalla quale emergeva che «circa il 70 per cento delle sistemazioni in Svizzera sarebbe ormai gestito da operatori semi-professionali con da due a cinque oggetti amministrati o da operatori professionali con più di cinque oggetti» come scriveva la Confederazione.
Dati che fanno capire bene il drastico cambio di rotta commerciale avvenuto in questo settore, se si pensa che nel 2019 «l'80 per cento delle offerte proveniva da privati e il 20 per cento da operatori professionali o semi-professionali». Ma dove è andato a prendere i dati il Consiglio federale? Da un'analisi dell'Alta scuola specializzata della Svizzera occidentale, che ha valutato gli annunci presenti su Airbnb e sulla piattaforma Homeaway nel 2024, confrontandoli con gli oggetti degli anni precedenti.
Da Berna l'esecutivo non sembra però orientato ad agire: «L'impatto delle piattaforme di locazione online sul mercato immobiliare è difficile da quantificare» ha risposto.
Ma Gaillard non molla: «Mai come ora il Consiglio federale ha ammesso così chiaramente che abbiamo un problema e che Airbnb non ha più nulla a che vedere con l'idea originale» ha dichiarato al Tages-Anzeiger. «Con l'attuale carenza di abitazioni accessibili in Svizzera, gli appartamenti dovrebbero infatti essere prioritariamente a disposizione di chi cerca una sistemazione stabile».
Molti affittano più stanze tramite Airbnb - Airbnb si giustifica richiamando il cosiddetto co-hosting, cioè l'entrata in gioco di secondi affittuari professionisti incaricati di gestire l'attività quando i proprietari «sono in vacanza e non necessitano della propria casa».
Molti host, inoltre,«»offrirebbero più stanze all'interno del proprio appartamento o della propria casa e affitterebbero l'intero alloggio quando sono assenti. Di conseguenza, nascerebbero più annunci per lo stesso alloggio«. Airbnb insiste nel dire che «i Svizzera, la quota di host che mettono in affitto solo un intero alloggio è superiore all'80 per cento».
E proprio Roland Schegg dell'Istituto di Turismo dell'Alta scuola di specializzazione della Svizzera occidentale sembra anche suffragare quanto dichiarato dalla piattaforma: «Una delle ragioni della presunta professionalizzazione, oltre certamente ai rendimenti attraenti nelle città e nelle località turistiche, può essere anche il fatto che un numero crescente di proprietari deleghi la locazione delle proprie abitazioni a delle società. Queste risulterebbero così come locatori, anche se dietro di esse vi sono effettivamente dei privati».
La crescita di piattaforme di affitto come Airbnb preoccupa il settore alberghiero svizzero. Hotelleriesuisse non critica l'affitto a breve termine in sé, «ma il fatto che in Svizzera fino ad oggi non esista una raccolta nazionale e sistematica di dati su offerta, domanda e attività delle piattaforme».



