Un fondo da 50 miliardi per le vittime di Crans-Montana. «Svizzera? Figuraccia planetaria»

A chiederlo è l'avvocata italiana Annamaria Bernardini de Pace, che se la prende anche su come la procura vallesana ha deciso di procedere
MILANO - La Svizzera dovrebbe costituire «un fondo di almeno 50 miliardi di euro per risarcire le vittime del disastro» di Capodanno a Crans-Montana, «pagare le cure che saranno lunghe e costose, dare un segnale che non sia solo formale, ma di sostanza. Insomma, chiedere scusa nell’unico modo possibile ai nostri ragazzi traditi e al mondo intero».
A dirlo, al quotidiano Il Giornale, è stata Annamaria Bernardini de Pace, notissima avvocata matrimonialista e ospite di varie trasmissioni televisive italiane. Nella tragedia vallesana ci sono, a suo dire, «eventi sconcertanti, sbalorditivi e inattesi». A cominciare dalla «totale assenza di misure di sicurezza», con l'uscita di sicurezza che il proprietario aveva sbarrato. «E sa perché? Per evitare che i giovani se ne andassero senza pagare. La bramosia, la sete di profitto ha cancellato la sicurezza e la mancanza di strumenti di protezione ha trasformato l’incendio in una carneficina senza fine».
Le colpe sono da dividersi tra i Moretti e «chi non ha mai effettuato i controlli. Il Comune, il cantone, la Svizzera. E poi, la contestazione di reati colposi è un altro fatto che stride. Inaccettabile». Ai coniugi Moretti «non può essere addebitata solo una colpa; no, hanno una responsabilità più grave e forte, quella della strage, sia pure attraverso la categoria del dolo eventuale». La contestazione del crimine doloso «equivale a moltiplicare gli anni di carcere che verranno erogati alla fine dei processi che speriamo rapidi». Bernardini de Pace se la prende anche con il Comune di Crans-Montana, che non avendo effettuato controlli al Le Constellation negli ultimi anni avrebbe mostrato «un segno mortificante di sciatteria, di più direi di inefficienza. Le spese e i costi per la sicurezza non dovrebbero essere considerati un peso, ma semmai un investimento».
Il dito dell'avvocata è puntato anche contro la Svizzera. «Io credo che tutte le persone facoltose che da sempre vanno in Svizzera d’ora in poi saranno più attente e guardinghe: il sistema Svizzera ha fatto cilecca e non ci possiamo più affidare a loro a occhi chiusi». La Confederazione, conclude, «ha rimediato una figuraccia planetaria, ha un solo modo per riscattarsi»: istituire, appunto, un fondo plurimiliardario a sostegno delle vittime.



