L'attacco «disgustoso e malvagio» all'Iran divide i sostenitori MAGA

Piovono le critiche sul "piano Trump" contro l'Iran, un dissenso anti-guerra nella base MAGA che parla di «peggior tradimento»
L'azione militare in Iran decisa da Trump ha provocato una veemente opposizione e una condanna senza mezzi termini tra alcune figure di spicco del movimento "Make America Great Again" (MAGA) del presidente Usa.
Quella che per il leader repubblicano è infatti una «massiccia e continua operazione» per favorire un cambio di regime e porre fine alle ambizioni nucleari di Teheran, ha causato un dissenso all'interno dei sostenitori di Trump. È il caso dell'ex commentatore di Fox News Tucker Carlson - più volte alla Casa Bianca in visita al Presidente - che definisce l’opzione militare «assolutamente disgustosa e malvagia». Lo riferisce Abc News, che raccoglie le voci del dissenso dei "fedelissimi" del presidente.
Carlson rincara la dose e suggerisce che l'impatto sul movimento politico sarà profondo: «Questo cambierà radicalmente le carte in tavola». Un duro messaggio affidato ai social arriva anche dall'ex deputata repubblicana della Georgia, Marjorie Taylor Greene, che ha accusato l'amministrazione di aver tradito le promesse elettorali "America First" contro le guerre: «L'amministrazione Trump ha effettivamente chiesto in un sondaggio quante vittime gli elettori fossero disposti ad accettare in una guerra con l'Iran? Che ne dite di zero, branco di bugiardi malati di mente?». Per poi aggiungere: «Abbiamo votato per l'America First e ZERO guerre».
Il noto podcaster Tim Pool e gli influencer Keith e Kevin Hodge si sono uniti al coro di critiche. I fratelli Hodge hanno scritto: «Liberare il popolo iraniano non è il motivo per cui ho votato per Trump» e ancora «il presidente Trump ha mentito completamente ai suoi elettori, ha pugnalato alle spalle il nostro Paese».
Ma l'elenco dei detrattori della mossa di Trump è non finisce qui. Alcuni legislatori repubblicani, come Thomas Massie, Rand Paul e Warren Davidson, hanno manifestato la loro contrarietà. Massie ha scritto che «questo non è l"America First"» e ha poi espresso l'intenzione di forzare un voto del Congresso sulla guerra, citando i requisiti costituzionali e annunciando di voler collaborare in questo senso con il deputato democratico della California, Ro Khanna.
Nonostante la contestazione interna, l'operazione ha trovato però anche sostenitori. È il caso del Senatore Lindsey Graham, che ha dichiarato: «La fine del più grande stato sponsor del terrorismo è alle porte. Dio benedica il presidente Trump», e del Senatore democratico John Fetterman, che ha elogiato il presidente per aver fatto «ciò che è giusto e necessario per produrre una vera pace nella regione».



