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Uccide il ladro entrato in casa: si va verso la legittima difesa. Ecco cos'è successo

La ricostruzione dei fatti che hanno portato all'omicidio avvenuto martedì mattina in una villetta a Lonate Pozzolo (vicino Malpensa)
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Uccide il ladro entrato in casa: si va verso la legittima difesa. Ecco cos'è successo
La ricostruzione dei fatti che hanno portato all'omicidio avvenuto martedì mattina in una villetta a Lonate Pozzolo (vicino Malpensa)

LONATE POZZOLO - La ferita più profonda è localizzata sotto il pettorale sinistro, in prossimità del nome e della data di nascita del figlio tatuati sul torace. Poco distante, un secondo taglio, più superficiale. Lesioni che si riveleranno fatali, nonostante i tentativi di soccorso dei complici e la precipitosa fuga in automobile, interrotta prima del rientro verso Torino. Così è morto A.M.*, il 37enne di origine sinta residente in un campo nomadi torinese e con numerosi precedenti penali per reati contro il patrimonio.

A lasciarlo davanti al pronto soccorso dell’ospedale di Magenta, nel Milanese, l’Audi scura con targa clonata guidata dai suoi due complici. Morirà poco dopo, senza che i medici abbiano il tempo di intervenire chirurgicamente.

A colpirlo mortalmente è J. M. R.*, ricercatore trentatreenne che vive con i genitori nella villetta di Lonate Pozzolo, località a due passi da Malpensa, presa di mira dai malviventi.

Come ricostruisce il Corriere della Sera, insospettito dai rumori, nella mattinata di martedì 14 gennaio, l’uomo era sceso in cucina trovando due ladri appena entrati. Da lì la colluttazione durante la quale il 33enne, impugnando un coltello da escursionismo, reagisce all’aggressione. Colpito più volte al volto e stordito dall’urto contro uno stipite, riesce infine a divincolarsi mentre i rapinatori si danno alla fuga.

I tre malviventi (un altro aspettava i due in auto) avevano suonato ripetutamente al campanello, senza ottenere risposta, convincendosi che l’abitazione fosse vuota. Dopo aver forzato una porta finestra, l’irruzione è però degenerata.

Ora è stata disposta l’autopsia sul corpo della vittima, mentre prosegue la ricerca dei due complici attraverso le immagini delle telecamere di sorveglianza. La versione fornita da R. è ritenuta, al momento, compatibile con la legittima difesa; l’unico fascicolo aperto riguarda l’ipotesi di tentata rapina.

L’episodio ha immediatamente riacceso il dibattito politico sul tema della sicurezza e della legittima difesa. Esponenti del centrodestra hanno espresso solidarietà al proprietario di casa, sottolineando la necessità di un maggiore presidio delle forze dell’ordine sul territorio.

*nomi noti alla redazione

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