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Nessuna condanna per Chiara Ferragni: «Mi riprendo la mia vita»

Il giudice di Milano ha stabilito il proscioglimento per i casi di presunta truffa legata al Pandoro Gate. Lo stesso per i due co-imputati, l'ex-collaboratore Damato e Francesco Cannillo.
Nessuna condanna per Chiara Ferragni: «Mi riprendo la mia vita»
Imago/IPA
Fonte ats ans
Nessuna condanna per Chiara Ferragni: «Mi riprendo la mia vita»
Il giudice di Milano ha stabilito il proscioglimento per i casi di presunta truffa legata al Pandoro Gate. Lo stesso per i due co-imputati, l'ex-collaboratore Damato e Francesco Cannillo.

MILANO - Chiara Ferragni è stata assolta al termine del processo abbreviato con al centro i noti casi del Pandoro Pink Christmas e delle uova di Pasqua.

Lo ha deciso il giudice della terza sezione penale di Milano, Ilio Mannucci Pacini.

L'influencer era imputata per truffa aggravata in relazione a presunti messaggi ingannevoli pubblicati sui social: secondo l'accusa, avrebbe promosso la vendita dei due dolci lasciando intendere che parte del ricavato sarebbe andato a finanziare progetti di beneficenza. Cosa che, però, non è stata in quanto Balocco aveva già versato un contributo indipendente dalle vendite.

La richiesta di pena era di 1 anno e 8 mesi di carcere.

Il giudice Mannucci, tecnicamente, non ha riconosciuto l'aggravante, contestata dai pubblici ministeri, della minorata difesa dei consumatori o utenti online, che rendeva il reato di truffa procedibile anche senza una denuncia.

In questo modo, poiché il Codacons (Coordinamento delle associazioni per la difesa dell'ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori) circa un anno fa aveva ritirato la querela in seguito a un accordo risarcitorio con la influencer, ha disposto il proscioglimento per estinzione del reato riqualificato in truffa semplice.

In totale, stimano i media italiani, Ferragni avrebbe versato 3,4 milioni di euro fra donazioni, investimenti filantropici e risarcimenti.

Proscioglimento che ha riguardato anche i coimputati di Chiara Ferragni, ovvero l'allora suo braccio destro, Fabio Maria Damato, e il presidente di Cerealitalia, Francesco Cannillo.

«Sono molto felice, è finito un incubo», ha ribadito l'imprenditrice davanti ai media sciamati fuori dall'aula, «Ringrazio i miei avvocati e i miei follower che, per due anni, mi hanno sostenuta. Siamo tutti commossi. Ora mi riprendo la mia vita».

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