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Il video promozionale cancellato dai social mostra la “normalità” del Constellation

Nei filmati si vedono clienti maneggiare bottiglie e fontane luminose, accenderle, passarle di mano in mano. Una pratica che, secondo le testimonianze, faceva parte dello spettacolo.
Il video promozionale cancellato dai social mostra la “normalità” del Constellation
Le Constellation
Il video promozionale cancellato dai social mostra la “normalità” del Constellation
Nei filmati si vedono clienti maneggiare bottiglie e fontane luminose, accenderle, passarle di mano in mano. Una pratica che, secondo le testimonianze, faceva parte dello spettacolo.

CRANS-MONTANA - Nelle ore immediatamente successive all’incendio che ha distrutto Le Constellation di Crans-Montana nella notte di Capodanno, i proprietari del locale si muovono freneticamente per contenere i danni. Non solo quelli materiali.

Quando l’entità della tragedia è ormai chiara e i sospetti degli inquirenti si fanno sempre più concreti, scatta un’altra corsa: quella per ripulire la memoria digitale del bar.

I profili social del Constellation vengono oscurati, i contenuti rimossi uno dopo l’altro. Spariscono soprattutto i video promozionali, quelli che raccontavano l’identità del locale: feste affollate, bottiglie alzate sopra i tavoli, camerieri trasformati in giocolieri improvvisati. E soprattutto le fontane pirotecniche, accese a pochi centimetri dai clienti, tra brindisi e musica assordante. Proprio da lì, hanno subito capito gli investigatori, è partito l’incendio.

Uno di quei video, ora agli atti dell’inchiesta, mostra esattamente ciò che i gestori proveranno in seguito a ridimensionare. Jacques Moretti, uno dei proprietari, ammette l’uso dei giochi pirotecnici: «Li utilizzavamo, ad esempio, ai compleanni dei clienti», ha spiegato durante l'interrogatorio. Assicurando che non c'erano mai stati incidenti, che le fontane duravano «30 o 40 secondi» e che servivano proprio a evitare che qualcuno si facesse male.

I filmati promozionali - Le immagini raccontano altro. Nei filmati promozionali — poi cancellati — si vedono clienti maneggiare bottiglie e fontane luminose, accenderle, passarle di mano in mano. Una pratica che, secondo le testimonianze, faceva parte dello spettacolo. Come un’altra consuetudine: salire sulle spalle dei camerieri. Anche su questo punto c'è la conferma, seppure parziale. Jessica Moretti, coinvolta nella gestione del locale, ha infatti ammesso: «Non era una cosa che facevamo sistematicamente. Non gliel’ho mai impedito, ma non li ho mai costretti».

I giochi pirotecnici erano una delle “specialità” del Constellation. Lo certifica anche l’ispezione dell’istituto forense di Zurigo, intervenuto dopo il rogo. Nel locale sono stati trovati 25 bengala già utilizzati, perlopiù vicino ai tavoli, accanto alle bottiglie su cui erano stati posizionati. In uno stanzino adibito a deposito, gli investigatori hanno rinvenuto uno scatolone con 100 bengala ancora confezionati. E poi un borsone — forse appartenente a un cliente — con 14 petardi, tra cui sei potenti “Thunder King”.

Il disastro della notte di Capodanno appare sempre più come il risultato di una catena impressionante di negligenze e violazioni delle regole di sicurezza. Jacques sostiene che fosse presente un’uscita d’emergenza ben segnalata, ma viene smentito da numerosi testimoni, incluso un ex dipendente presente quella sera. Una seconda uscita, sul retro, era chiusa a chiave dall’interno: lo ha ammesso lo stesso Jacques. Perché fosse chiusa, e chi abbia preso quella decisione, resta una delle domande centrali dell’inchiesta.

Poi c’è il tetto. I pannelli installati non erano ignifughi. Li aveva montati lo stesso Jacques. «Ho fatto dei test — si è difeso — era impossibile che si incendiassero». Alla luce di quanto accaduto, quelle modifiche appaiono per quello che sono: un fai-da-te azzardato, rivelatosi fatale.

«Fai entrare più gente» - Poco prima di mezzanotte circa un’ora e mezza prima dell’incendio, Jessica Moretti pare che fosse preoccupata soprattutto per la scarsa affluenza. Stavano arrivando alcuni gruppi di giovani, ma il numero totale dei presenti non superava il centinaio. Per questo disse alla sua collaboratrice di fiducia che sarebbe stato necessario far entrare più persone per creare la giusta atmosfera. La dipendente, Cyane Panine, 24 anni, considerata da Jessica come una sorella minore, morirà poi nell’incendio insieme ad altre 39 persone nella tragedia di Crans-Montana.

E mentre le responsabilità vengono ricostruite, quei video promozionali cancellati raccontano oggi, meglio di qualsiasi dichiarazione, la normalità del rischio che per anni ha fatto da sfondo alle notti del Constellation. Una normalità trasformata, in pochi minuti, in tragedia.

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