Bottiglie di “DomPé” scintillanti e un soffitto (forse) infiammabile

Secondo alcuni sarebbe questa la “ricetta per il disastro” all'origine della tragedia del Constellation di Crans-Montana. L'esperto: «Negligenza? Alcuni fuochi artificiali sono pensati per l'uso al coperto, ma...»
Secondo alcuni sarebbe questa la “ricetta per il disastro” all'origine della tragedia del Constellation di Crans-Montana. L'esperto: «Negligenza? Alcuni fuochi artificiali sono pensati per l'uso al coperto, ma...»
CRANS-MONTANA - Il soffitto che prende fuoco, con le fiamme che - diffondendosi rapidamente - ingolfano tutto il locale. Le immagini dell'inizio di quello che diventerà il tragico e mortale rogo di Crans-Montana hanno fatto il giro del web.
Le cause del fuoco, come già ribadito dalle autorità, sono al vaglio degli inquirenti già dal momento della circoscrizione dell'incendio.
Molti, però, puntano il dito in direzione di una delle note attrazioni del “Constel” (nomignolo del locale Constellation), ovvero la consegna al tavolo delle bottiglie di champagne - da parte di avvenenti con casco da astronauta griffato Dom Perignon - con candele scoppiettanti e filanti, infilate nel collo del contenitore di vetro.
Fra le ipotesi più accreditate c'è proprio il fatto che le scintille di questi fuochi artificiali avrebbero potuto “attaccarsi” al soffitto dando il via alle fiamme e al “flashover” devastante che ha poi causato almeno 40 morti e 115 feriti, molti dei quali in gravi condizioni.
A corroborare questa tesi anche diverse testimonianze riprese dai media internazionali, da persone presenti quella sera. «Eravamo proprio dietro la ragazza con la bottiglia, le scintille hanno raggiunto il soffitto e le fiamme si sono sprigionate da lì», hanno raccontato due giovani all'emittente francese BFMTV.
A contribuire alla veloce propagazione delle fiamme potrebbe essere stato il materiale spugnoso e sintetico utilizzato per l'insonorizzazione del locale: «Se è vero che premia l'acustica è un vero e proprio flagello per quanto riguarda la propagazione delle fiamme», commenta, interpellato da 20 Minuten, l'investigatore forense Markus Knorr, «è come provare a dare fuoco a un tronco o a del truciolato».
«Non è il primo rogo di questo tipo che chi si occupa di queste cose ricordi, una cosa analoga - sempre con fuochi d'artificio - si era verificata nel 2003 negli Stati Uniti e 100 persone avevano perso la vita», continua Knorr, «quando un incendio parte dall'alto la temperatura cresce a dismisura rapidamente, una stanza può essere inglobata dalle fiamme anche in un minuto, un minuto e mezzo».
Si può quindi parlare di negligenza? «Sono un perito, non un avvocato e di solito è facile che l'accusa di negligenza venga fuori, ma contano i fatti. Detto questo, se è vero che i fuochi d'artificio all'interno sono generalmente vietati è anche vero che ne esistono alcuni, da tavolo, che invece possono essere usati al chiuso. Detto questo, è senz'altro vero che la combinazione fra questo tipo di prodotti e un rivestimento acustico infiammabile (se veramente lo è) potrebbe risultare problematico».








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